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martedì 30 gennaio 2018

Per la prima volta, una Premier Donna in Romania!


Per la prima volta nella storia politica rumena, siederà a capo del Parlamento Nazionale una donna.
La neo Premier Viorica Dancila è stata eletta con la maggioranza, collezionando 282 voti a favore, da parte della sua coalizione di socialdemocratici e liberali, mentre l'opposizione si è materializzata in 136 voti a sfavore.


(Immagine presa dal Sito Ufficiale wn.com)

Ora toccherà alla premier rinvigorire la fiducia datagli, cercando di raggiungere una stabilità che da troppo tempo non è di casa in Romania. Basti pensare che, dal dicembre del 2016 ad oggi, si sono alternati tre governi diversi; speriamo che questa volta sia quella buona e definitiva.

Scritto da L.

giovedì 7 settembre 2017

Grazie TV per farci sentire così inadeguati!


Quotidianamente, ad ogni ora del giorno e della notte, i mass media bombardano il nostro subconscio di messaggi reconditi atti a modificare le nostre reali convinzioni.


Non è una novità infatti l'esser continuamente sottoposti a questo lavaggio del cervello, i cui risultati sono ora divenuti davvero sconcertanti e allarmanti.
Questi messaggi alterano il nostro normale comportamento e spesso lasciano una profonda cicatrice nel nostro essere. Questa ferita è maggiormente riscontrabile nei soggetti femminili, ai quali bastano appena quindici minuti per sentirsi non adatte e non sufficientemente affascinanti.
Le estenuanti e continue pubblicità che mostrano corpi di modelle mozzafiato, influenzano l'ideale della bellezza, creando uno stereotipo ben al di là della realtà.

Nella nostra società di massa, circondata ogni giorno da immagini di modelle e donne magre all'inverosimile, è oramai arduo verificare il grado di influenza dei modelli proposti.
Il compito di verificare la misura con cui questi stereotipi modificano il nostro ideale di bellezza, è assai più semplice se effettuato dove il messaggio dei mass media non è giunto sino ad ora. E' così Jean-Luc Junker, affiancato dai suoi assistenti dell'università di Neuchatel (Svizzera), armato di pazienza e sete di conoscenza, ha gestito un serio studio in Nicaragua, per l'esattezza presso i villaggi rurali che trovano sede lungo la costa di Mosquito.
Qui, sino a pochissimo tempo fa, l'elettricità rappresentava un lontano miraggio e dunque l'area ha rappresentato il terreno ideale per l'esperimento da svolgersi.
Prendendo come campione ottanta volontari fra donne e uomini, hanno verificato tramite un software la forma da loro ritenuta ideale per un corpo femminile.
Dopodiché a metà di loro sono state mostrate immagini di modelle di taglia compresa tra la trentasei e la trentotto, mentre all'altra metà modelle comprese fra la quarantotto e la sessanta.
Dopo appena quindici minuti è stato richiesto ai soggetti analizzati di rivedere o confermare il proprio ideale di bellezza esteriore. 
La metà sottoposta alle immagini di donne magre, ha rivisto il proprio ideale, disegnando donne dalle forme più esili. Al contrario, chi ha osservato ragazze in carne, ha mantenuto il proprio ideale, aumentando in alcuni casi la taglia del fisico da loro considerato ottimale.

Da tutto ciò si evince come l'impatto continuo di tali immagini sulla nostra cultura, abbia da tempo ormai standardizzato il target di bellezza ideale, contribuendo a far insorgere nei soggetti più sensibili problemi di autostima e depressione.
Bastano solamente quindici minuti, novecento secondi, per far dimenticare all'essere umano la più importante delle sensazioni: "Io sono come sono e voglio esser accettato per come sono".

                                                              -Scritto da A-

giovedì 20 luglio 2017

La figura della donna nella cultura araba


Incriminata, arrestata e poi rilasciata per aver "osato" mostrarsi in un luogo pubblico con indosso un semplice top abbinato ad una minigonna.


Il fatto tremendamente inconcepibile per la nostra cultura, è avvenuto in Arabia Saudita, dove una giovane modella conosciuta come Khulood ha sfidato apertamente le rigide regole imposte dal regno wabita. In un paese dove la figura della donna è rigorosamente sottomessa al dominio e alla volontà maschile, la ragazza si è resa protagonista di un video (poi postato a sua insaputa sul social network Snapchat) che la ritrae passeggiare innocentemente tra le mura dell'antica città di Ushayqir, sito storico a centocinquantacinque chilometri dalla capitale saudita Riad.
Come voi starete immaginando, il video è divenuto rapidamente virale, scatenando in rete e non solo un acceso dibattito fra i sostenitori della donna e chi apertamente si professa conservatore; questi ultimi senza mezze misure si sono rivolti al governo, il quale ha utilizzato l'arresto per reprimere la camminata oggetto del dissenso.
Contestualmente, il comitato per la difesa della virtù e per la prevenzione del vizio, ha aperto un fascicolo destinato a coinvolgere le autorità competenti con lo scopo di avviare un'indagine atta a comprendere meglio le dinamiche del fatto.
In un mondo che va al di là della nostra concezione, non è la prima volta che le ferree regole del dress code imposto nel regno osano esser sfidate.
Infatti già nel 2011 Malak al-Shehri, ragazza d'appena vent'anni, aveva disubbidito alle leggi uscendo di casa senza indosso il velo, per poter sentire l'ebrezza del vento sul proprio viso.
Dopo aver postato in rete la foto, la giovane era stata posta in arresto "per aver violato l'obbligo per le donne a mostrarsi velate in pubblico".

Sin dall'alba dei tempi le donne sono sempre state viste dalla società come il sesso debole.
L'uomo, supportato da una società retrograda e bigotta, ha così per lungo tempo costretto il genere femminile a subire torti ed angherie d'ogni genere. 
Col passare dei secoli però, la figura della donna grazie agli sforzi e alle lotte di tante coraggiose e temerarie ha assunto importanza, ottenendo in gran parte del globo pari diritti e doveri degli uomini.
Ciò appena detto non è avvenuto in Arabia Saudita, dove in generale la situazione concernente i diritti umani è abnormalmente distante dagli standard occidentali.
La dinastia saudita, grazie ad un dispotico controllo sulla vita sociale, ha fatto sì che le leggi della dottrina wahhabita venissero e vengano tuttora rispettate escludendo così molti dei diritti umani impressi nella dichiarazione universale redatta nel 1948.
In un paese dove l'oppressione di minoranze politiche e religiose è all'ordine del giorno, la figura più colpita dalle discriminazioni è la donna: più un oggetto che una persona.
Private del diritto di pensare ed agire secondo la propria volontà, la figura femminile in Arabia viene posta sotto la tutela dell'uomo, che ne limita ancor di più la libertà e l'emancipazione.
Nonostante organizzazioni internazionali come l'Human Rights Watch tenda a sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale su questo argomento, ad oggi le donne saudite non hanno il diritto di vestirsi come meglio credono, di guidare, di viaggiare, di sposarsi, di ricevere assistenza medica e di lavorare senza aver avuto il consenso del proprio aguzzino, pardon tutore.
A voi i commenti!

                                                         -Scritto da A-

martedì 23 maggio 2017

Curiosità

Il 22 luglio 2005, la russa Yelena Isinbaeva è la prima donna a raggiungere i 5 metri di altezza nel salto dell'asta. L'altezza è stata raggiunta al suo primo tentativo.

Immagine presa da Foto che hanno segnato un'epoca
- Curiosità scritta da M -