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giovedì 27 luglio 2017

Riflessioni Sociologiche Serali

Che cos'è un'influencer?

Sociologicamente parlando si tratta di una persona capace di selezionare e reindirizzare i flussi comunicativi. 


Gli influencer stanno alla base di una teoria molto famosa ovvero quella dei flussi comunicativi a più stadi; per stadi si intendono i salti che l'informazione fa prima di arrivare al consumatore. In pratica l'informazione non arriva direttamente come può sembrarci, infatti prima passa agli stadi intermedi che, oltre a selezionarla, la reinterpretano.

Questo è uno dei tanti metodi di partecipazione comunicativa dal basso e ha permesso all'overloading informativo (ovvero il sovraccarico di informazioni in rete) di creare nuovi dispositivi di intermediazione.

Scritto da L.


giovedì 6 luglio 2017

Riflessioni sociologiche serali



Oggi mi soffermo su una tecnica, utilizzata da diversi media moderni, chiamata Profezia che si autoavvera.

Verrà automatico chiedersi se si tratta di qualcosa di irrealistico, perchè alla parola profezia colleghiamo automaticamente i ciarlatani che ti predicono il futuro leggendo carte o mani, ma non è assolutamente pertinente a questa tecnica mediatica.

Il media, che può essere dalla televisione alla radio, ti comunica una cosa che molto probabilmente accadrà e tu spaventato dalla notizia, ti mobiliti per cercare di non arrivare impreparato all'evento in questione, provocando esattamente quello che si era profetizzato.

Facciamo un esempio per rendere tutto più chiaro, mettiamo caso che al telegiornale sentite che ci sarà nei giorni seguenti mancanza di carburante nei servizi di rifornimento.
Tutti gli automobilisti si mobiliteranno per evitare di rimanere senza benzina, ma così facendo le scorte, che normalmente sarebbero bastate, si esauriscono realmente, come era stato predetto.

Questa tecnica viene utilizzata soprattutto in campo politico e pubblico, posso solo consigliare di aprire la mente oltre che solamente le orecchie, anche se evitare di unirsi alla massa nel dar vita ad un avvenimento che accadrà comunque, ha di per sè del contraddittorio.

Vi lascio con questa massima del famosissimo sociologo americano, William Isaac Thomas, su cui riflettere:

"se gli uomini definiscono le situazioni come reali, esse saranno comunque reali nelle loro conseguenze."


Scritto da L.




giovedì 11 maggio 2017

Ostello: perché sì?

Sono appena tornato da un'esperienza importante e inaspettatamente bella: una vacanza con un mio amico in un ostello, all'interno di una camerata mista da otto persone.
Abituato agli Hotel o Resort pensavo che in un ostello la facessero da padroni: sporcizia, inaffidabilità e scarse attenzioni da parte dello staff della struttura, per non parlare dell'ansia di poter incontrare chiunque nelle camerate miste.
Bene niente di tutto ciò è accaduto, anzi esattamente il contrario e ho deciso di stilare dei mantra indelebili che ti permetteranno di vivere la vacanza con più tranquillità e spensieratezza:

-intraprendenza: abbi coraggio, non precluderti delle esperienze che potrebbero arricchirti.

-rispetto: questo è essenziale, senza di esso logicamente tutto crolla. Rispetta ogni cultura, provenienza e credo di una persona e potrai scoprire altri modi di vedere una stessa cosa; perché alla fine in tutte le problematiche che ti si sbarreranno davanti nella vita, non si tratterà d'altro se non sempre di questo.

-fiducia: essenziale per poterti vivere quest'esperienza in modo spensierato; ovviamente bisogna essere intelligenti e in ogni ostello che si rispetti vi è comunque la possibilità di avere una mini cassaforte per porre le cose più importanti.

-condivisione: per condividere si intende ovviamente le proprie esperienze di vita e la propria cultura.

-comunicazione: solo per mezzo della parole e dei gesti; tutto ciò, detto qui sopra, è reso possibile e permette di entrare in contatto con ogni cittadino del mondo.

Nella mia esperienza ho avuto la fortuna di incontrare persone fantastiche da tutto il globo: dalla studentessa cinese che cercava di laurearsi in architettura a Mantova, ad una coppia di trentenni russi, ad un ragazzo colombiano, passando da uno di NYC e una ragazza argentina.
È questa cosa mi ha affascinato; l'idea di un mini mondo racchiuso in quattro mura, capace di convivere in modo fraterno, in un periodo colmo di tensioni sociali globali e attacchi terroristici che intaccano la pace mondiale. Grazie a questa avventura ho capito che, nelle nostre differenze, c'è un unico minimo comune multiplo, ovvero, la nostra umanità.
                                          
Scritto da L.

giovedì 13 aprile 2017

Oltre i muri dell'Arte convenzionale


L'Arte con la A maiuscola è quella che smuove la gente e riesce a far suonare corde della nostra anima da troppo tempo rimaste ferme e impolverate; potrebbe essere una citazione di Bukowski, utilizzata da una qualsiasi ragazza mezza nuda su un social, ma sta di fatto che questo sia un pensiero condivisibile.
Uno degli artisti che riesce maggiormente a colpirmi, non è nè Van Gogh, Matisse, Dalì o Kandinsky, bensì uno street artist, la cui identità è tutt'ora avvolta nel mistero, Banksy.

Molta gente pensa che dipingere sui muri sia un atto vandalico, non mi trovano d'accordo spesso questo tipo di arte viene utilizzata per rivalutare zone di città abbandonate a se stesse e per andare a comunicare con la gente in modo diretto, privo di filtri di qualsiasi genere, come può essere un biglietto per una mostra o per una galleria.
Quest'artista riesce a esporre nello spazio urbano il suo metodo di comunicazione, quantomai controverso e forte; la cosa che più mi affascina è l'evitare la banalità e andare sempre a colpire temi attuali, documentando la povertà della condizione umana.

Come coi bambini va messo del miele ai bordi del cucchiaino per far ingerire la medicina con meno astio, allo stesso modo fa il writer inglese tramite un taglio ironico e satirico che riesce a rendere meno doloroso il contatto con la realtà da parte del suo pubblico; toccando temi come la manipolazione mediatica, le atrocità di guerra, inquinamento, maltrattamento animale, sfruttamento minorile e omologazione.
Il suo più grande merito è trasformare il tessuto urbanistico delle città occidentali in luoghi di riflessione; per evidenziare il messaggio senza nuocere alla sua linearità e chiarezza utilizza degli elementi dissonanti con l'immagine iniziale che rafforzino il significato sarcastico e sovversivo.
Posso solo ringraziare un'artista del genere per l'enorme lavoro sociale che svolge e spero che quel velo di mistero che lo avvolge, rimanga tale in modo da far coltivare a tutti l'idea di un'arte capace di non soggiacere alle regole convenzionali e di smuovere l'omologazione di questo mondo sempre più digitale e meno umano.

                       Scritto da L.