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martedì 28 novembre 2017

Terrore a Bir El Abd

Quello appena trascorso è stato un venerdì all'insegna della paura e del sangue per l'Egitto e la sua popolazione.


Un vile e insulso attacco terroristico ha colpito nella mattinata di venerdì una moschea nei pressi del piccolo centro di Bir El Abd, appartenente come tutta la zona dell'Al Rawdah al Sinai settentrionale. 
Il luogo colpito, come risaputo, appartiene ai Sufi: orientamento spirituale mistico dell'islam considerato dalle forze terroristiche "apostata".
Il bilancio della strage, compiuta di proposito nel giorno di culto per i musulmani, è di duecentotrentacinque morti e centinaia di feriti. Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, un ordigno sarebbe esploso all'uscita dei fedeli dalla moschea, provocando il numero maggiore di vittime e feriti.
In un secondo momento, sarebbero poi stati sparati diversi colpi di arma da fuoco contro tutti coloro che, in preda alla disperazione, cercavano di allontanarsi dal luogo dell'attentato. 
Gli attentatori hanno, sempre secondo le testimonianze dei superstiti, approfittato del giorno della preghiera pubblica. La moschea, sita nei pressi dell'autostrada internazionale, aveva come di consueto ospitato diversi fedeli provenienti dalle zone più disparate del paese e di passaggio in quell'area.
Da segnalare come, nella zona dell'attacco, sia attivo un gruppo di jihadisti alleati dell'Isis.
Diversi messaggi di cordoglio verso le vittime sono pervenuti nei giorni passati: dal presidente Al-Sisi al Papa , da Donald Trump a Sergio Mattarella, senza annoverare le numerose personalità meno influenti ma non per questo meno colpite da questo avvenimento.


-Scritto da A-     

martedì 11 aprile 2017

Attentato in Egitto


Ennesimo attacco terroristico, questa volta fuori dall'Europa, in Egitto, più specificatamente ad Alessandria e a Tanta; all'interno di due chiese gli attentatori si sono fatti esplodere.
Per ora il numero dei morti è di 47 e più di 100 feriti tra le due città, basti pensare che l'attentato sia stato effettuato il giorno della Domenica delle Palme, infatti il kamikaze ad Alessandria si è fatto esplodere all'interno della basilica di San Marco dove il papa copto, Tawadros II, aveva appena celebrato la Santa Messa.
Isis come sempre non aspettato molto a dichiararsi autore dell'attentato, sostenendo che siano state delle loro cellule jihadiste stabili in Egitto; infatti è dal 2013 che vengono attaccati con ripetuti eventi catastrofici di questo genere i cristiani copti, l'ultimo risale solamente al dicembre dell'anno scorso.
Papa Francesco sarebbe dovuto andare proprio in Egitto tra 20 giorni, ora non si sa ancora per varie allerte se l'agenda del Papa cambierà, ma Francesco ha subito condannato degli attentati a cui si sono uniti i maggiori capi di Stato del mondo.
Il Presidente dello stato egiziano, Sherif Ismail, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e lo stato di massima allerta per ben tre mesi, promettendo di punire gli attentatori e di far luce sugli eventi.
Mona Mounir, deputata egiziana di religione copta, invoca una revisione degli stati di sicurezza: "adottando misure preventive per proteggere le chiese ed i siti più sensibili".



                                                                                                                                              Scritto da L.       



Terrore


Quella che si è andata a concludere, è stata una settimana caratterizzata dalla paura e dalla violenza, che ha scosso l'intera popolazione mondiale.
Così non se ne può davvero più! 
Ad appena sette giorni dall'esplosione dell'ordigno nella metropolitana di San Pietroburgo, si sono susseguiti atti belligeranti, che hanno fatto calar un'ombra oscura sopra di noi.

Attacco chimico sui civili
Verso le sei di mattina di martedì 4 aprile, è andato in scena un massiccio bombardamento chimico su Khan Shaykhun, cittadina a sud di Idlib.
Sono almeno settantaquattro le vittime tra uomini, donne e bambini.
I superstiti, raccontano di come abbiano capito velocemente che si trattasse di un bombardamento non convenzionale, ma bensì di un attacco con gas nervini (si presume la probabile miscela di due gas differenti).
I feriti che hanno riscontrato sintomi tra i quali vomito, difficoltà respiratorie e schiuma alla bocca, sono stati accolti in strutture mediche apposite, oggette queste, di un secondo raid aereo atto a colpire i soccorritori e i superstiti.
Diverse le prese di posizione da parte dei vari governi mondiali, che si stringono unite nel cordoglio verso le vittime, consci nell'attribuire la responsabilità dell'insulso attacco al regime di Assad.

USA: attacco missilistico contro Damasco
A seguito dell'attacco su Khad Shaykhun, il governo "Trump", ha abbandonato la sua posizione di non belligeranza nei confronti di Assad, dando il via libera ad un attacco missilistico in Siria.
Cinquantanove missili, sono stati scagliati contro la base di Al Shayrat, base da cui è presumibile considerare sia stato lanciato l'attacco chimico di martedì 4.
Commenti e reazioni sono arrivate da tutto il mondo, con i più, allineati alla decisione statunitense.
Di tutt'altro avviso, la reazione del governo russo, alleato di Assad, che parla di aggressione immotivata.


Stoccolma: orrore in centro
E' di quattro vittime e una dozzina di feriti, il bilancio dell'attacco terroristico avvenuto venerdì 7 aprile in pieno centro del paese scandinavo, dove un camion si è scagliato contro la folla, finendo poi la sua corsa, sfondando la vetrina di un grande magazzino.
Il killer riconosciuto dalle autorità come Rakhmat Akilov, ha dichiarato agli inquirenti, di aver agito in seguito ad ordini ricevuti dall'Isis.

Chiese cristiane sotto attacco
Domenica delle Palme di sangue in Egitto, dove due kamikaze si sono fatti esplodere in due chiese cristiane copte, a Tanta e ad Alessandria d'Egitto.
Quarantacinque le vittime complessive, mentre sono decine e decine i feriti.
Proclamati tre giorni di lutto nazionale, al termine dei quali scatterà lo stato d'emergenza con durata di tre mesi.
Entrambi gli attentati, sono stati rivendicati dall'Isis, il tutto a soli diciannove giorni dalla visita programmata in terra egiziana del pontefice.

                                                             -Scritto da A-