Oggi l'argomento culinario del mercoledì riguarderà un frutto che è stato osannato nell'ultimo decennio. Stiamo parlando dell'avocado.
Questo alimento è stato introdotto in Europa verso il XVI secolo, ma della sua presenza abbiamo delle informazioni storiche e numerosi scritti che risalgono al 300 a.C.
Delle sue proprietà benefiche se ne erano già accorti addirittura i Maya e gli Aztechi.
Infatti il protagonista del nostro articolo è ricco di proteine, grassi insaturi e vitamine (ben 8).
Molto utile per prevenire l'osteoporosi, per ridurre i livelli di colesterolo e i picchi di glicemia, oltre ad essere un'eccellente controllore e stabilizzatore dell'acidità corporea.
Si dice Avocado, si legge "concentrato di energia". Proprio così, infatti si è calcolato che 100 grammi di polpa equivalgano a 230 calorie (7% carboidrati, 19% lipidi e 2% proteine).
Data la grande presenza di fibre e minerali, mangiarne uno intero è paragonabile ad assumere tre banane di seguito.
Inoltre dato il grande quantitativo di acidi grassi insaturi può tranquillamente sostituire l'olio extravergine d'oliva come condimento.
Il consiglio è di acquistarlo acerbo, in modo che venga fatto maturare in casa. Sarà pronto quando la pelle che ricopre la superficie del frutto cadrà alla leggera pressione delle vostra dita.
Ecco svelato il perchè l'avocado sia considerato un alimento necessario ed importante all'interno della nostra dieta e della nostra routine quotidiana.
Scritto da L.
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mercoledì 15 novembre 2017
mercoledì 31 maggio 2017
Non mangiarti la pausa pranzo
Lavorare durante la pausa pranzo aumenta la produttività ma a fine settimana ci si sente soltanto più stanchi e stressati. La cosa più saggia da fare è staccarsi veramente dal lavoro evitando quattro errori:
- Non muoversi mai; l'abitudine di stare seduti tutto il giorno è collegata a numerosi problemi come diabete, meglio evitare questi problemi effettuando un'attività per mezz'ora al giorno ogni giorno, come ad esempio una passeggiata, che rilassa, rende più felici e produttivi.
- Mangiare poco e male; mangiando poco a pranzo si sarà affamati per il resto della giornata, diventando più irascibili e meno socievoli e produttivi, finendo così a mangiare snack decisamente poco salutari. Preparati qualcosa la sera prima a casa, sarà tutto sano e gustoso, e in giornate calde come in estate meglio se freddo.
- Non fare quello che si vuole; se non si ha voglia di stare con alcune persone è meglio non farlo, meglio passare le pause con persone che sono simpatiche, anche da solo va bene. Utile fare un'attività che piace e aiuta a rilassarsi.
- Rinunciare all'allenamento; rinunciando all'allenamento della giornata si hanno solo effetti negativi, calerà l'autostima, il flusso di sangue nel corpo sarà minore e non si riuscirà a sfogare lo stress accumulato durante la giornata. Anche un circuito di 15 minuti può dimostrarsi utile
- Articolo scritto da M -
martedì 30 maggio 2017
Muore per un'otite:genitori e medico curante indagati
Si è spenta sabato, all'ospedale Salesi di Ancona, la vita del piccolo Francesco di appena sette anni.
E' morto in seguito ai gravi danni cerebrali portati da un'otite curata con la medicina omeopatica. I genitori del bambino lo avevano affidato, come altre volte prima della tragedia, alle cure del medico Massimiliano Mecozzi, titolare di due studi omeopatici (uno a Pesaro e l'altro a Fano).
In cura da quarantina di giorni per un'otite, le condizioni del fanciullo sono rapidamente peggiorate durante la scorsa settimana e a nulla sono valsi gli sforzi dei medici nel provare a salvargli la vita.
L'espianto dei suoi organi, avvenuto nella notte del 27 maggio, hanno fatto si che tre bambini potessero continuare a vivere.
Intanto il medico omeopata e i genitori della giovane vittima (provati per la perdita del figlioletto) risultano indagati per omicidio colposo.
Dura la presa di posizione del ministro della salute Beatrice Lorenzin, la quale ribadisce il concetto secondo il quale, i farmaci omeopatici siano complementari ma non sostitutivi dei medicinali tradizionali, a maggior ragione se si tratta di ragazzi e bambini.
Continua poi affermando come sarebbe bastato un semplice antibiotico per salvare la vita del piccolo Francesco; rivolgendosi poi ai genitori italiani, ha chiesto loro più attenzione e consapevolezza.
-Scritto da A-
mercoledì 17 maggio 2017
Sonnifero? No grazie
Alcune persone non riescono proprio ad addormentarsi la notte, quindi ricorrono a farmaci. Ma come fare se non si vuole utilizzare queste sostanze? Innanzitutto bisogna adottare i comportamenti che favorisco il sonno ed evitare quelli che lo ostacolano. Ad esempio è meglio non utilizzare schermi elettronici la sera, dato che bloccano il rilascio di melatonina, ormone del sonno. Meglio fare attività rilassanti, come un bel bagno caldo, bere una tazza di latte o delle tisane calde, come la camomilla. Un errore comune è quello di rigirarsi nel letto nonostante non si abbia sonno. Se non si riesce ad addormentarsi è meglio alzarsi e fare qualche attività rilassante. Si può provare ad assumere della melatonina, che può aiutare a riequilibrare il ritmo sonno-veglia. Di solito bastano 0,5-1 mg 4/5 ore prima di coricarsi per favorire l'aumento di questo nell'organismo e favorendo il sonno. Si può anche praticare qualche tecnica di yoga o la meditazione che aiutano a rilassarsi, assieme ad una musica rilassante e una respirazione lenta e profonda. Spesso l'insonnia è dovuta anche a pensieri sbagliati che disturbano la fase in cui ci si addormenta, come il pregiudizio che 8 ore di sonno a notte sono necessarie per stare bene. Il sonno può essere disturbato anche da una cattiva respirazione o da apnea notturna. In questi casi il problema può essere dovuto a del grasso eccessivo che ostacola le vie respiratorie. Si può tentare anche la terapia posizionale che fornisce consigli su come evitare le posizione che favoriscono questi disturbi mentre si dorme. Tuttavia non sempre le terapie alternative sono efficaci, in pochi casi è necessaria una terapia farmacologica per curare l'insonnia nel giro di un mese circa. Alcuni consigli per il buon sonno sono: evitare caffè, fumo e alcol, coricarsi sempre alla stessa ora, evitare l'uso di pc, tablet e cellulari, dormire in una stanza con 18/19° e bere una bevanda calda rilassante.
- Articolo scritto da M -
giovedì 13 aprile 2017
Lo faccio domani...
Rimandare al giorno dopo i vari impegni della giornata, iniziare qualcosa senza finirla, temporeggiare e non rispettare le scadenze viene definito procastinare. Si agisce in questo modo per insicurezza, paura di sbagliare, pigrizia e/o per incapacità di dare il giusto peso alle cose. Si diventa così inaffidabili, con ripercussioni sul fisico. Ridursi all'ultimo per completare i compiti costringe l'organismo ad essere in uno stato di stress continuo ripercuotendosi negativamente sul corpo, indebolendo il sistema immunitario e sovraccaricando l'apparato cardiovascolare. Davanti ad un'evento stressante visto come pericoloso, l'organismo effettua una serie di cambiamenti per far fronte all'emergenza. Aumenta il battito cardiaco, la pressione arteriosa e la quantità di sangue che affluisce a cervello, muscoli e polmoni. Le ghiandole producono ormoniche predispongono i muscoli e i polmoni all'attacco, gli zuccheri entrano in circolo nel sangue per affrontare lo sforzo imminente. Uno stress continuo indebolisce il sistema immunitario, rendendolo incapace di affrontare infezioni e allergie. Procastinare non è un comportamento vincente, affrontare le cose porta a capire, conoscere e crescere. Non farle fa vacillare l'autostima e si rischia di finire in un circolo vizioso. Suddividere l'obiettivo in più passaggi. Prova a elencare le 30 cose che vengono rimandate più spesso e fanne una al giorno, così aumenterà l'autostima e si impara a non procastinare.
- Articolo scritto da M -
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Alpignano, Metropolitan City of Turin, Italy
Curiosità
Mangiare il pasto preparato a casa riduce il rischio di diabete tipo 2 rispetto chi mangia abitualmente fuori. Secondo uno studio statunitense chi mangia spesso fuori di casa preferisce cibi ultracalorici, nocivi per la salute, rispetto chi mangia pasti preparati in casa.
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mercoledì 29 marzo 2017
Esplorando il corpo umano: Alcol Edition
Durante una serata al pub si beve e si scherza con gli amici ma può capitare di alzare il gomito. Cosa succede all'alcol ingerito?
Inizialmente è assorbito dalla bocca e dall'esofago, ma la quantità è irrilevante. Arriva allo stomaco che in minima parte lo assorbe e metabolizza, ma l'effetto è minimo. La maggior parte passa nell'intestino tenue in pochi minuti e viene rapidamente assorbito passando al sangue. Grazie alla circolazione sanguigna l'alcol arriva in ogni organo, cervello compreso, dove manifesta i suoi effetti. A livello del cervello inizialmente provoca una sensazione di euforia, estremamente funzionale nei rapporti sociali, favorisce il rilascio di dopamina, che provoca soddisfazione, e il principale effetto di inibizione fa si che le aree cerebrali dello stress e della preoccupazione siano "silenziate". Se si aumenta la quantità, tuttavia, si sperimenta una riduzione dei riflessi, problemi di movimento e cali di umore, fino alla perdita di coscienza e perfino morte! Una volta in circolo l'alcol viene sopratutto metabolizzato dal fegato. Aumenta anche l'attività del gaba che diminuisce il pensiero razionale e la sopresione della rabbia. Vengono intaccati anche le sezioni della memoria rendendo difficile la memorizzazione delle nuove informazioni, il controllo dei muscoli, la coordinazione e i tempi di reazione.
Inizialmente è assorbito dalla bocca e dall'esofago, ma la quantità è irrilevante. Arriva allo stomaco che in minima parte lo assorbe e metabolizza, ma l'effetto è minimo. La maggior parte passa nell'intestino tenue in pochi minuti e viene rapidamente assorbito passando al sangue. Grazie alla circolazione sanguigna l'alcol arriva in ogni organo, cervello compreso, dove manifesta i suoi effetti. A livello del cervello inizialmente provoca una sensazione di euforia, estremamente funzionale nei rapporti sociali, favorisce il rilascio di dopamina, che provoca soddisfazione, e il principale effetto di inibizione fa si che le aree cerebrali dello stress e della preoccupazione siano "silenziate". Se si aumenta la quantità, tuttavia, si sperimenta una riduzione dei riflessi, problemi di movimento e cali di umore, fino alla perdita di coscienza e perfino morte! Una volta in circolo l'alcol viene sopratutto metabolizzato dal fegato. Aumenta anche l'attività del gaba che diminuisce il pensiero razionale e la sopresione della rabbia. Vengono intaccati anche le sezioni della memoria rendendo difficile la memorizzazione delle nuove informazioni, il controllo dei muscoli, la coordinazione e i tempi di reazione.
Immagine presa da https://unsplash.com
- Articolo scritto da M -
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