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lunedì 19 febbraio 2018

La Fiat Auxilium Torino è Campione!


Coppa Italia



(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Fiat Torino Auxilium)

Finale
Fiat Auxilium Torino - Germani Basket Brescia 69-67



(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Fiat Torino Auxilium)

Incredibile ma vero! La Fiat Auxilium Torino è riuscita a portare a casa la Coppa Italia commovente. Contro ogni pronostico e qualsiasi dato statistico i torinesi sono riusciti a compiere l'impresa. Al Mandela Forum di Firenze va in scena un vero e proprio film di riscatto a forti tinte gialle.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Fiat Torino Auxilium)

I primi due quarti di partita non sono stati memorabili e hanno confermato la stanchezza generale che aveva accompagnato le due squadre sino alla finale. La Leonessa riesce però ad andare al riposo lungo in vantaggio, sul 31-28. Dati alla mano, percentuali di tiro imbarazzanti, ma evidentemente si erano accordate per dare il meglio all'inizio del terzo quarto e per il resto della partita, con le triple e le difese che hanno cominciato a dare il loro apporto in maniera vincente.
Alla fine i rimbalzi di Mazzola, la rubata di Washington, la tripla da meta campo di Poeta e l'appoggio al tabellone di Vujacic per il sorpasso a 2.4 secondi dalla fine hanno permesso all'Auxilium di completare la rimonta.
Blue viene nominato Mvp e Garrett si conferma come giocatore dalle grandi prospettive. 
Onore al Brescia che ha lottato fino all'ultimo possesso e reso onore alla competizione. Da sottolineare in particolare una serata da sogno per Landry dall'arco (22 punti, leader scorer di serata) e le ottime prestazioni di Sacchetti, Vitali e Moss.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Fiat Torino Auxilium)

Infine tributiamo, doverosamente, la favola di coach Galbiati che è stato messo sulla panchina di Torino dopo che i due allenatori precedenti si erano dimessi per varie problematiche legate al rapporto con la squadra e la società. Il giovane allenatore 35enne si è rimboccato le maniche e in meno di un mese ha già portato a casa un trofeo. 
Complimenti mister! Ora ci aspettiamo di vedere l'Auxilium ancora più in alto del già buon sesto posto in campionato.

Scritto da L.

Serie A ⚽

Campionato

25esima giornata

Ad aprire questa giornata di Serie A ci pensa la Roma ad Udine. Gli uomini di Di Francesco soffrono, ma nel finale ci pensa il solito Ünder con una bordata da fuori area. Nel finale chiude i giochi una ripartenza perfetta che porta al doppio vantaggio i capitolini con l'esterno a botta sicura di Perotti.
Chievo-Cagliari, sulla carta una partita abbastanza noiosa... tutt'altro! Partita colma di bellissime giocate. Alla fine la sfangano i padroni di casa. Perla su punizione del neo arrivato Giaccherini e giocata personale di gran classe di Inglese. Per gli isolani una bellissima conclusione in volo di testa di Pavoletti, ma questa rete non basta agli uomini di Lopez.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale A.C.ChievoVerona)

Chiude il sabato la sorprendente sconfitta dell'Inter a Marassi. Il Genoa piazza il colpo in chiave salvezza, staccandosi sempre più dalla zona rossa di classifica. L'autogol sfortunato ed incolpevole di Ranocchia e il classico goal dell'ex (Pandev) schiantano la squadra di Spalletti che ora si deve guardare le spalle per una lotta Champions che sembra essersi riaperta.

Il derby della Mole accende l'anticipo di domenica. Partita divertente e sentita, come sempre, ma alla fine l'esito sembra sempre lo stesso, con la Juventus capace di mettere in cassaforte tre punti col minimo sforzo. Basta un goal a botta sicura di Alex Sandro su bellissima azione personale di Bernardeschi per regalare l'ennesima vittoria ai bianconeri.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Juventus)

Il Napoli era chiamato a rispondere ai campioni in carica. La risposta dei partenopei non si è fatta attendere e grazie al goal di Allan gli uomini di Sarri si sono ripresi la vetta della classifica. Questa sconfitta sembra aver messo ancora più in bilico la posizione dell'allenatore della Spal, Semplici. Ce la farà il mister ad arrivare fino a fine stagione?


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale SSC Napoli)

Partita meravigliosa e spettacolare al Vigorito di Benevento, che vede i padroni di casa trionfare all'ultimo minuto contro il Crotone. Il match salvezza vinto permette ai campani di sperare ancora nell'impresa. I giallorossi cominciano subendo il goal del giovane Crociata, ma ribaltano il risultato con la zuccata vincente di Sandro e la bella conclusione di Viola. I calabresi non ci stanno e con il neo arrivato Benali riagguantano il pareggio. Sembra finita, ma il neo entrato Diabaté non è della stessa idea, zampata vincente nell'area piccola che regala i tre punti a De Zerbi e i suoi. Che bellezza!
Il Bologna batte il Sassuolo che può ricriminare riguardo ad un'arbitraggio non eccelso. Infatti i felsinei hanno trionfato grazie alla bella punizione di Pulgar. Peccato che sia stata viziata da un fallo inesistente. Var se ci sei, batti un colpo.
Alle 18 a Bergamo va in scena Atalanta-Fiorentina. Bel match pieno di giovani talenti di grandi prospettive, ma che non vede primeggiare nessuna delle due squadre (al goal di Petagna risponde Badelj).


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale A.C. Milan)

Il posticipo vede il rinato diavolo rossonero contro la rivelazione del nostro campionato, ovvero la Sampdoria di Giampaolo. La decide un goal d'inserimento di Jack Bonaventura su assist al bacio di Calabria e con l'aiuto di un non proprio impeccabile Viviano che pochi minuti prima si era reso protagonista al contrario, parando un rigore a Rodriguez.
Stasera chiude la venticinquesima giornata di campionato Lazio-Hellas Verona. Gara che potrebbe regalare il quarto posto agli aquilotti o punti importantissimi in chiave salvezza per i clivensi.

CLASSIFICA
1 Napoli 66pt
2 Juventus 65pt
3 Roma 50pt
4 Inter 48pt
5 Lazio 46pt*
6 Sampdoria 41pt
7 Milan 41pt
8 Atalanta 38pt
9 Torino 36pt
10 Udinese 33pt
11 Fiorentina 32pt
12 Genoa 30pt
13 Bologna 30pt
14 Cagliari 25pt
15 Chievo Verona 25pt
16 Sassuolo 23pt
17 Crotone 21pt
18 Spal 18pt
19 Hellas Verona 16pt*
20 Benevento 10pt

Scritto da L.

lunedì 12 febbraio 2018

Le ragazze del tennis continuano il sogno!

Tennis


(Immagine presa dal Sito Ufficiale www.livetennis.it)

Fed Cup

Italia-Spagna 3-2
Per chi non lo sapesse la Fed Cup è l'equivalente della Coppa Davis, ovvero la massima competizione a squadre nazionali femminili. Le differenze sono comunque sostanziali, visto che gli impegni durano due giorni e non tre.
Ogni anno a febbraio ricade questa competizione, che ci ha visto trionfare ben 4 volte (2004, 2005, 2007 e 2008) ed arrivare in finale altre 7 (1988, 1990, 1999, 2001, 2011, 2013 e 2015).
Una gara comunque abbastanza recente visto che è stata promossa e organizzata per la prima volta nel, non troppo lontano, 1963. Attualmente è l'America a detenere il titolo.
Il World Group vedrà scontrarsi per due settimane 8 squadre che decreteranno la nuova Nazione campione. Noi, vincendo con la Spagna, ci siamo assicurati la possibilità di giocare i play off contro una tra Bielorussia, Svizzera, Belgio e Olanda.


(Immagine presa dal Sito Ufficiale www.oasport.it)

Tornando alla gara, Sara Errani e la giovanissima Deborah Chiesa ci hanno permesso di andare sul 3 a 1, vincendo i rispetti singoli, e di rilassarci nel doppio che non avrebbe decretato il vincitore, vista la vittoria già ottenuta matematicamente. Ora le ragazze giustamente festeggiano, ma da domani, giorno del sorteggio, bisognerà tornare con la testa al campo. Forza Azzurre, continuate a farci sognare!

Scritto da L.

Napoli e Juve non si fermano più!

Calcio
Serie A
24esima giornata di campionato

La Juve mette ansia ai partenopei con la vittoria sulla Viola al Franchi di venerdì, ma gli uomini di Sarri non si fanno impensierire dai bianconeri, ribaltando il risultato contro la Lazio in casa.

Facciamo ordine, ad aprire questa giornata di campionato ci pensa il più classico dei goal dell'ex. Bernardeschi infila Sportiello su punizione e chiude le danze nel finale l'ennesima rete del Pipita Gonzalo Higuain. Complimenti ad una Fiorentina che ha dato vita ad una bellissima gara, mostrando sprazzi di bel gioco, che solo col tempo potranno portare a risultati concreti questa società. Chiesa, gioiello! Da tenere e promuovere ragazzi come lui nel nostro campionato.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Juventus)

Sabato il Milan strapazza a Ferrara la Spal con la doppietta del sempre più cinico Patrick Cutrone. Calano il poker per i rossoneri Biglia e Borini. Tornando sul numero 69, mi pare di non essere eccessivamente buono nell'affibiargli il soprannome di Nuovo Inzaghi (forse la prestigiosa 9 del Milan ha finalmente trovato un padrone?)
Il Crotone pareggia un'ostico match contro la meravigliosa Atalanta degli ultimi mesi. Al goal di Mandragora risponde il goal su mischia nel finale del centralone di difesa brasiliano Palomino.
Il Napoli ribalta una gara complicatissima, che non si era indirizzata nei giusti binari fin dal fischio d'inizio. Infatti nemmeno il tempo di cominciare che De Vrij porta subito avanti i biancocelesti, galvanizzati dal goal i laziali giocano molto meglio degli azzurri, arrivando sempre prima sulle seconde palle e sui contrasti. Nel finale di primo tempo però il Napoli sfrutta l'unica vera occasione creata; Callejon sul filo del fuorigioco insacca e rimette tutto in parità allo scadere del primo tempo.
Nel secondo la Lazio non rientra in campo e il Napoli gioca al tiro a bersaglio con l'incolpevole Strakosha. Il vantaggio arriva su autogol di Wallace, il 3 a 1 porta la firma di Mario Rui e chiude la partita il solito goal dello scugnizzo belga Dries Mertens. Ennesima vittoria per Sarri e i suoi. Tutto lascia sottintendere che il campionato si deciderà nello scontro diretto a Torino.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale SSC Napoli)

Domenica che comincia con una gara quantomai soporifera. Al Mapei Stadium, Sassuolo e Cagliari non vanno oltre allo 0 a 0.
Il duplice scontro tra squadre genovesi e squadre veronesi viene vinto a mani basse dai liguri. La Samp trionfa in scioltezza a Marassi, grazie alle reti di Barreto e al diciassettesimo sigillo in campionato dell'eterno Fabio Quagliarella; mentre il Genoa sfrutta l'abilità di Laxalt nei minuti finali per mettere ko il Chievo al Bentegodi. L'uruguaiano sembra essere sempre più pronto per un meritato salto di qualità in una società più blasonata.
Il Toro ritrova il suo capitano e il gallo decide di festeggiare il ritorno in campo nel migliore dei modi. Dribbling secco, scatto e goal nell'angolino. Gli uomini di Mazzarri scavalcano in classifica proprio l'Udinese. La Serie A riabbraccia il ritorno del Gallo Belotti. 


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Torino Football Club)

L'Inter ritrova la vittoria. Eder apre le danze, ma l'ex Palacio riporta il Bologna in gara, su svirgolata inguardabile di Miranda. Ci penserà un bellissimo goal di pregevole fattura del giovane Karamoh a permettere ai nerazzurri di portare a casa i tre punti e di riconquistare il terzo posto in classifica.

Chiude la 24esima giornata di campionato la Roma all'Olimpico contro il fanalino di coda Benevento.
Contro ogni pronostico, i campani vanno in vantaggio col neo acquisto Guilherme, ma proprio il goal subito sembra dare la giusta motivazione alla squadra di Di Francesco. Prima arriva il pareggio di testa con Fazio e nel secondo tempo i capitolini dilagano. Dzeko torna al goal e Under timbra il cartellino due volte, dimostrando di essere un talentino dalle rosee aspettative. Nel finale arriva la rete di Brignola per diminuire il passivo, ma a tempo quasi scaduto arriva il fallo di mano in area che porta sul dischetto il subentrato Defrel. 5 a 2 che spazza via le critiche che si stavano sempre più fomentando attorno alla piazza romana e alla società.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale AS Roma)


Classifica
1 Napoli 63pt
2 Juventus 62pt
3 Inter 48pt
4 Roma 47pt
5 Lazio 46pt
6 Sampdoria 41pt
7 Milan 38pt
8 Atalanta 37pt
9 Torino 36pt
10 Udinese 33pt
11 Fiorentina 31pt
12 Genoa 27pt
13 Bologna 27pt
14 Cagliari 25pt
15 Sassuolo 23pt
16 Chievo Verona 22pt
17 Crotone 21pt
18 Spal 17pt
19 Hellas Verona 16pt
20 Benevento 7pt

Scritto da L.

venerdì 9 febbraio 2018

Tu lo sapevi? Edizione San Remo!


Il Festival di San Remo è famoso in tutto il mondo ed è un motivo di vanto per la nostra Nazione.
Capace di promuovere musica in grado di superare le barriere del tempo e di portare avanti un marchio distintivo come il Made in Italy.


(Immagine presa dal Sito Ufficiale it.wikipedia.org)

Oggi però cercherò di deliziarvi con delle curiosità che forse non tutti sanno. Iniziamo!


  • Nelle primissime edizioni ogni cantante poteva presentarsi all'interno della gara con più di una canzone. Sembra incredibile ma nel 1952 Nilla Pizzi riuscì a vincere e a piazzarsi anche al secondo e al terzo posto della classifica complessiva.
  • Il più giovane interprete capace di vincere la prestigiosa gara fu l'appena 16enne Gigliola Cinquetti nel 1964 con Non ho l'età. Mentre il più anziano vincitore è stato Roberto Vecchioni, pochi anni fa (2011), con la sua poesia/canzone Chiamami ancora amore, alla veneranda età di 67 anni.
  • Questione importantissima è sempre legata a chi spetta l'arduo compito di condurre il programma più famoso della nostra nazione. Da questo punto di vista il record resta saldamente nelle mani di Pippo Baudo con le sue 13 edizioni, seguito dal compianto Mike Buongiorno (11).
  • Mentre per quanto riguarda il record di partecipazioni alla gara canora della città dei fiori si piazzano al primo posto a pari merito Al Bano, Peppino Di Capri, Milva e Toto Cotugno con la bellezza di 15 edizioni ciascuno.
  • Le 67 edizioni precedenti hanno visto trionfare per 35 volte un uomo, per 18 volte una donna, 10 un gruppo ed infine solo 4 volte un duetto. E quest'anno chi riuscirà ad accaparrarsi l'ambito successo?

(Immagine presa dal Sito Ufficiale www.allmusicitalia.it)

Scritto da L.

martedì 6 febbraio 2018

Spari contro i migranti: l'odio razziale investe Macerata


Ancora una volta l'odio razziale ed indiscriminato verso tutto ciò che, secondo i canoni odierni è differente a noi, ha visto il nostro Bel Paese protagonista. 


Nella mattinata di sabato tre febbraio, la cittadina di Macerata nelle Marche è stata il teatro di un'insulso raid razzista che ha coinvolto un ventottenne italiano, reo di aver sparato su una folla di persone di colore e capace di gettare nel panico una comunità intera.
Il colpevole, tale Luca Traini, era noto agli abitanti della zona per il suo essere apertamente simpatizzante di movimenti di estrema destra, oltre ad essere stato nel 2017 un ex candidato a consigliere del consiglio comunale di Corridonia per la Lega Nord.

La dinamica dei fatti, resa pubblica dai mass-media, ha visto il giovane uomo sparare dalla propria auto con un'arma da fuoco, regolarmente registrata, in direzione di un gruppo di giovani persone di origine africana. Scappato dal luogo della sparatoria, Traini avrebbe percorso un tratto di strada in automobile, precisamente sino a piazza della Vittoria. Qui, disceso dal mezzo, avrebbe scalato i gradini del Monumento ai Caduti sito nel cento del paese e dopo essersi avvolto in una bandiera tricolore avrebbe mostrato agli esterrefatti passanti il saluto fascista.
Una volta tratto in arresto dalle forza dell'ordine con l'accusa di tentato omicidio, il folle avrebbe dichiarato di aver compiuto il gesto per restituire "l'Italia agli italiani" e di non pentirsi affatto di quanto ultimato poco prima, perché era ciò che "doveva esser fatto".

Sono in tutto state sei le persone raggiunte dai colpi di pistola esplosi dalla pazzia dell'uomo, tutte di colore e di età compresa fra i ventuno ed i trentatre anni. La fortuna e la mira approssimativa del killer han fatto si che nessuno dei coinvolti sia ora in  pericolo di vita. Con lievi contusioni, ferite ma tanta, tanta paura, i cinque uomini e la donna interessati sono stati nelle scorse ore dimessi dagli ospedali di zona. 

Pronta e ferma la condanna da parte dello Stato italiano al gesto, dichiarato inconcepibile e disumano. L'aria tesa che si respira fra i differenti partiti politici non ha ostacolato la veemente reazione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il quale ha affermato come "odio e violenza non riusciranno a dividerci", rincarando la dose e confermando come delitti e gesti razziali verranno severamente perseguitati dalla giustizia nostrana.


-Scritto da A-


lunedì 5 febbraio 2018

La crisi del movimento calcio in Italia


Nonostante siano oramai passati quasi tre mesi da quel disgraziato tredici novembre, scotta ancora dentro ognuno di noi la mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018. 


Contro la Svezia, la nazionale allenata allora da Giampiero Ventura diede alito ad una crisi fino ad ora mai registrata dal movimento calcistico nostrano. L'uno a zero inflitto da Johansson alla Friends Arena mai ribaltato in casa nostra, tra le mure amiche di un San Siro gremito, portarono dopo giorni di fuoco e critiche incessanti alle dimissioni del Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio Carlo Tavecchio, incolpato insieme all'allenatore da lui tanto voluto del fallimento tricolore.
L'Italia non mancava l'appuntamento da un Mondiale di Calcio dal lontano 1958, vale a dire sessant'anni esatti fa. A sei decenni di distanza, una popolazione intera dovrà a malincuore assistere al campionato del mondo senza poter tifare, assieme ad amici e parenti, la propria nazionale. 

Come se tutto ciò non fosse stato sufficiente, i tre mesi più discussi e di crisi della FIGC non hanno portato ad un accordo fra i vari candidati alla presidenza, Damiano Tommasi, Gabriele Gravina e Cosimo Sibilia, ed è così che la Federcalcio è stata posta sotto il Commissariamento straordinario di Roberto Fabbricini, segretario generale del CONI.

Polemiche, indiscrezioni, verità e falsità, non hanno in questo arco di tempo portato a un vero e proprio rinnovamento del movimento, mai svecchiato dopo il trionfo mondiale 2006. I vivai privi di veri e propri talenti nostrani, la mancanza di adeguate strutture sportive ed in generale un movimento amministrato da una burocrazia priva di alcun senso logico, hanno in questi anni alimentato una crisi deflagrata di punto in bianco a cavallo tra il 2017 ed il 2018.

Ebbene sì, perchè dopo il fallimento della squadra di Giampiero Ventura anche un'altra nazionale azzurra, quella di calcio a cinque è sprofondata nella giornata di ieri in una crisi senza eguali. Dopo ben dieci edizioni calcate da protagonista, l'Italia è uscita malamente alla fase a gironi degli Europei di calcio a cinque dopo la fatale sconfitta rimediata contro la Slovenia. 
A Lubiana, il risultato finale è stato quello di due ad uno per i nostri avversari, abili a qualificarsi a discapito nostro. Ed'è così che non si potrà bissare il successo centrato ad Anversa nel 2014 ma ancor più grave resta il fatto che, le varie squadre di una nazione calcisticamente potente come la nostra, vengano meno in partite obbiettivamente alla loro portata.

Una crisi per troppi anni sottovalutata da chi al potere risiedeva, ingannato dai buoni risultati dall'Italia "contiana" e a quella Juventus per ben due volte ai piedi del tetto d'Europa. Ad oggi però nulla è più scontato ed uno svecchiamento dei poteri è ora reso necessario se si vuole, nel più rapido tempo possibile, tornare ai vertici del mondo. Ci vorrà calma, capacità di adeguarsi ai cambiamenti e voglia di ripartire da zero ma ciò che si può ottenere potrebbe andare ben oltre le aspettative.


-Scritto da A-

ItalRugby preso a spallate dai Lions inglesi, nettamente più forti!


RUGBY

Sei Nazioni



(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale England Rugby)

Italia - Inghilterra 15-46



(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Federazione Italiana Rugby)

Uno Stadio Olimpico gremito, pronto a supportare gli Azzurri nella prima gara ufficiale di questo 6 Nazioni. 
Un risultato che non rispecchia appieno quello che è successo. Infatti alla fine del primo tempo l'Inghilterra era avanti di sole 7 lunghezze (10-17). Nel finale però è arrivato il tracollo della nostra difesa che ha concesso 3 mete nell'arco degli ultimi 12 minuti. 
Alla fine il computo totale sarà di 7 mete a due per la nazionale inglese, che viene comunque da due vittorie negli ultimi due 6 Nazioni disputati. Una squadra che se non fosse per lo strapotere degli All Blacks sarebbe la prima al mondo.

Tornando ad analizzare la partita, ci sono dei buoni punti di partenza su cui partire. La fantasia offensiva e la sfrontatezza di chi ci prova sono un qualcosa di inedito per la nostra nazionale, ma le lacune difensive rimangono davvero troppe. 
L'atteggiamento sembra quello giusto, ma la sconfitta arriva lo stesso puntuale. 
Cambiano gli addendi ma il risultato no. Anche quest'anno cercheremo di non portare a casa un cucchiaio di legno che sembra aver inciso sul manico già il nostro nome.


(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale England Rugby)

Scritto da L.



martedì 23 gennaio 2018

Il malessere che si cela dietro ad ogni studente univeristario


Gli anni della gioventù come ben saprete, pur accompagnati da studi liceali ed universitari più che intensi, sono gli anni migliori della nostra vita ma, a malincuore, ci duole dire che per il nostro Bel Paese tale detto non trova conferma.


Secondo una recente ricerca opportunamente portata a termine dalla Sodexo, azienda da sempre impegnata nel promuovere servizi atti a migliorare la qualità della vita, quasi il 40% degli studenti universitari italiani non è soddisfatto della propria esistenza. Un dato che, una volta ancora, certifica il malessere del mondo accademico nostrano, di lunga inferiore ai mondi che vivono quotidianamente i ragazzi del resto d'Europa. L'indagine svolta su oltre quattro mila universitari, ha riscontrato che nel nostro Bel Paese solo il 62% di chi ha intrapreso un percorso accademico è realmente soddisfatto dei propri standard di vita, a differenza di altri paesi nel mondo come l'India, dove il tasso di soddisfazione rasenta quasi la perfezione con il proprio 82%, la Gran Bretagna (75%), la Cina (76%) e la Spagna (70%).
Il dato riguardante i nostri connazionali, scende ulteriormente abbassandosi sino al 54% in base al tipo di percorso scolastico scelto. Come se tutto ciò non fosse sufficiente, nel vero senso della parola, ben il 36% degli italiani ha pensato almeno una volta all'abbandonare il percorso di studi per dedicarsi ad altro nella vita. I dati appena mostratici inducono noi tutti ad una attenta riflessione; in molti probabilmente, leggendo questo articolo, vi sarete immedesimati in quanto riportato mentre altri, avranno apertamente criticato chi, pur avendo la fortuna di proseguire con gli studi, non risulta affatto soddisfatto dei propri standard di vita. A noi non spetta il ruolo di giudici anzi, andando alla radice di questo malessere troviamo fattori come l'eccessivo carico di lavoro, la paura di non riuscire a trovare un'occupazione una volta conseguita la laurea e la mancanza di equilibrio tra lo studio e la socializzazione interpersonale.
Accademici italiani dunque, realisti o brontoloni?


-Scritto da A-

lunedì 22 gennaio 2018

Sport Invernali: continua l'avvicinamento a Pyeongchang 2018


Come ultimamente accade, il lunedì sportivo di "Newsollo" vi racconta come gli atleti azzurri si stiano man mano avvicinando ai ventitreesimi Giochi olimpici invernali che si terranno dal nove febbraio prossimo a Pyeongchang. Ad oramai meno di tre settimane dall'inizio della magia olimpica, siamo qui oggi per dar spazio a degli sport carichi di adrenalina e ricchi di soddisfazioni ma troppo spesso ignorati in favore di discipline ben più note e finanziate. 
Andiamo ora con ordine e riviviamo le gioie dei nostri connazionali, impegnati sulle piste innevate d'Italia e d'Europa.


Follia Goggia, Schnarf seconda
Venerdì il successo, sabato la paura e domenica il pasticcio. Così si potrebbe tranquillamente descrivere il weekend, di Coppa del mondo, appena conclusosi affrontato dalla nuova regina dello sci italiano: Sofia Goggia. 
L'atleta bergamasca, dopo aver incantato pubblico e critica andando a conquistare meritatamente il primo posto nella discesa di Cortina durante la giornata di venerdì, non è riuscita a ripetersi nelle gare successive. Sabato, partita con la pettorina da leader, non ha saputo bissare quanto fatto, uscendo fuori pista dopo pochi secondi dal via ad una velocità di 130 km/h. La propria bravura e forza le hanno permesso di rimanere in piedi, evitando una caduta rovinosa che le avrebbe gravato ben più che lasciare a Lindsey Vonn la vittoria numero settantanove in Coppa. 
Il disastro, la sciatrice capace di ammagliare gli spettatori nostrani grazie alle sue doti atletiche, lo ha combinato nella giornata di domenica in Super-G quando, dopo esser inciampata è uscita fuori gara dopo nemmeno metà tracciato. Il tricolore è stato così portato in alto da Johanna Schnarf, seconda al termine della gara, dietro solo all'austriaca Lara Gut. Non pervenuta Federica Brignone, influenzata.

L'urlo della Kostner: terza
Carolina Kostner, dopo la squalifica che l'ha costretta ad allontanarsi dalla scena mondiale, si è ripresa quanto le era stato tolto, riscrivendo la storia del pattinaggio di figura. A Mosca, ai campionati europei, l'atleta nostrana si è issata al terzo posto subito dietro alle regine di casa Alina Zagitova, appena quindicenne, ed Evgenija Medvedeva, diciottenne.
Le russe in vista dei Giochi olimpici si sono confermate le favorite, distaccando le rivali nonostante la giovanissima età. L'atleta azzurra ha però tenuto il passo, conquistando con il punteggio di 125.95 la propria undicesima medaglia nella rassegna continentale e confermando le buone sensazioni della vigilia. A Pyeongchang la Kostner ci arriva da protagonista.


-Scritto da A-

Il ritorno in campo della Serie A


Signore e signori, ragazze e ragazzi, dopo un weekend passato ad arrovellarsi il fegato per la mancata discesa sul campo di gioco da parte dei nostri beniamini, eccoci finalmente tornati qui con voi per raccontarvi ciò che più ci ha emozionato della ventunesima giornata della nostra amata Serie A.


In attesa che Juventus vs Genoa chiuda il turno di campionato odierno, ad aprire la seconda giornata del girone di ritorno vi ha pensato il Napoli che, nel lunch match della domenica, è andato di scena a Bergamo. All'Atleti Azzurri d'Italia i partenopei hanno dimostrato una volta ancora grande maturità ed applicazione. Su un campo da sempre ostile e contro un avversario dato in grande spolvero, gli azzurri non si sono fatti intimorire, giocando il loro calcio e portando a casa i tre punti nonostante la partita fosse incanalata su binari differenti. Il pari avrebbe forse rappresentato al meglio le qualità espresse dalle due compagini ma, il ritorno al goal di Mertens e qualche svista arbitrale (mal aiutato dal VAR), consentono ai ragazzi di Maurizio Sarri di portarsi momentaneamente ad un rassicurante più quattro sulla seconda della classe, quella Juve impegnata in serata contro il Grifone.

A brillare in una domenica pomeriggio come tante altre è la Lazio, vera protagonista tra i match delle quindici. All'Olimpico, pur dovendo rinunciare ad Immobile, uscito anzitempo per un guaio muscolare alla coscia destra, la squadra di Simone Inzaghi si è dimostrata ampiamente superiore agli avversari. Onore anche al Chievo, arrivato nella capitale per giocarsi la partita ed uscita con le ossa rotte nonostante un match di sacrificio e cuore. Certamente il cinque ad uno maturato è una mazzata per i ragazzi di Rolando Maran, penalizzati oltremodo dal risultato. Vera stella del match quel Sergej Milinković Savić autore di una doppietta da urlo; di Nani, Luis Alberto e Bastos le altre reti biancocelesti mentre a nulla è valso il momentaneo pareggio siglato da Pucciarelli.

La Sampdoria dopo uno scorcio finale di 2017 a dir poco tremendo torna al successo, annichilendo e dimostrando a critica e pubblico di meritare la posizione ad oggi occupata. Contro una spenta Fiorentina, in questa stagione di transizione la lontana parente della grande società che essa è, i blucerchiati hanno avuto vita facile dimostrandosi ampiamente superiori agli avversari. Protagonisti di giornata Fabio Quagliarella, il quale ha potuto portare a casa il pallone dell'incontro al triplice fischio finale e Gastón Ramírez, autore di tre assist. Di Carlos Sánchez, oramai ai saluti con i viola, la rete della bandiera messa a segno dai Gigliati.


Alle ore diciotto di ieri, la massima competizione calcistica italiana ha sfatato un'altro dei propri tabù. Nella sfida della Sardegna Arena, a rischio rinvio per via delle forti raffiche di vento imperversanti nel capoluogo sardo, il Milan è riuscito per la prima volta in stagione a ribaltare una situazione di svantaggio iniziale. Al vantaggio iniziale del Cagliari siglato da uno splendido fendente di Barella, ha risposto a fine primo tempo la doppietta di Kessie. L'arrivo di "Ringhio" Gattuso ed il duro lavoro a cui l'ex Campione del Mondo ha sottoposto i suoi ragazzi, sembra finalmente dare i primi segni positivi: nonostante l'aggressività degli avversari e il risultato a sfavore, i rossoneri hanno avuto la capacità di rimanere in partita, rimanendo compatti e trovando al momento giusto la via del goal. Forse le basi per un grande "Diavolo" sono finalmente state gettate.

Tanto fumo e niente arrosto. Così potremmo in poche e spicce parole descrivere il big match di San Siro tra l'Inter di Luciano Spalletti e la sua ex Squadra, quella Roma ora allenata da Eusebio Di Francesco. Lo spettacolo, tanto atteso alla vigilia, ha lasciato spazio ad una partita ostica, affrontata da entrambe le compagini con la consapevolezza di non dover perdere. Le giocate mozzafiato dei campioni presenti in campo, hanno così lasciato spazio ai tatticismi di una e dell'altra parte che hanno così inesorabilmente incanalato la partita sui binari del pareggio. Nonostante le voci di mercato ed un mese di dicembre a dir poco pessimo abbiano destabilizzato l'ambiente intorno a Trigoria, i giallorossi hanno dettato i ritmi della partita in tutta la prima frazione di gara, trovando la rete con El Shaarawy e incantando la platea del Meazza. La paura di perdere ha però avuto la meglio sui capitolini, scesi in campo nella ripresa troppo rinunciatari. I neroazzurri hanno così preso coraggio e via via sempre più sicurezza nei loro mezzi, andando più volte vicino alla rete con capitan Icardi, stoppato dal palo e da uno strepitoso Allison. E' Vecino l'eroe di giornata del popolo interista, capace con una vincente deviazione di testa di trovare la rete di un meritato pareggio.


Nelle altre partite del pomeriggio, spicca la netta vittoria del Crotone di Walter Zenga al Bentegodi contro un Hellas Verona sempre più in crisi. Nello scontro salvezza tra le due compagini, la squadra di Pecchia ha subito le diagonali di gioco dei rossoblu, in vantaggio già al terzo minuto di gioco con una pregevole pennellata su punizione di Barberis. Di Stoian e del neo acquisto Ricci le altre reti crotonesi.
Torna al successo dopo due sconfitte consecutive il Bologna che, al Dall'Ara, ha annichilito le esili resistenze del Benevento. Di Destro, De Maio e Džemaili le reti dei padroni di casa.
Pareggio per uno ad uno tra Sassuolo, in rete con Berardi, e Torino a segno con Obi; medesimo risultato alla Dacia Arena fra l'Udinese (Samir) e la Spal (Floccari).

Risultati
-Atalanta vs Napoli  0-1;
-Lazio vs Chievo Verona  5-1;
-Hellas Verona vs Crotone  0-3;
-Sampdoria vs Fiorentina  3-1;
-Bologna vs Benevento  3-0;
-Udinese vs Spal  1-1;
-Sassuolo vs Torino  1-1;
-Cagliari vs Milan  1-2;
-Inter vs Roma  1-1;
-Juventus vs Genoa stasera ore 20.45;

Classifica
1. Napoli (54 punti), 2. Juventus (50 punti), 3. Inter (43 punti), 4. Lazio (43 punti), 5. Roma (40 Punti), 6. Sampdoria (33 punti), 7. Milan (31 punti), 8. Atalanta (30 punti)  9. Udinese (29 punti), 10. Torino (29 punti), 11. fiorentina (28 punti), 12. Bologna (27 punti), 13. Chievo Verona (22 punti), 14. Sassuolo (22 punti), 15. Genoa (21 punti), 16. Cagliari (20 punti), 17. Crotone (18 punti), 18. Spal (16 punti), 19. Hellas Verona (13 punti), 20. Benevento (7 punto).


-Scritto da A-



lunedì 15 gennaio 2018

Sport invernali: L'avvicinamento a Pyeongchang 2018


A meno di trenta giorni dall'inizio dei Ventitreesimi Giochi olimpici invernali, i quali si terranno presso la località della Sud-Corea di Pyeongchang, il movimento sportivo italiano sembra esser sempre più consapevole dei propri mezzi. 


Senza alcun dubbio, la delegazione italiana che sarà composta in occasione delle Olimpiadi 2018 da trentaquattro atleti, potrà raggiungere traguardi insperati fino a qualche anno fa, ritagliandosi così un'importate ruolo da protagonista. L'avvicinamento a Pyeongchang continua giorno dopo giorno e gli azzurri impegnati nelle rispettive gare continuano a brillare, regalando a noi tutti gioie ed emozioni. Andiamo con ordine e riviviamo la fantastica domenica vissuta sui manti innevati e tinta di tricolore.

Discesa di Bad Kleinkirchheim
La domenica appena conclusasi è stata senza ombra alcuna una giornata da incorniciare per lo sci azzurro. Nella discesa di Bad Kleinkirchheim, pista dedicata a Franz Klammer, l'inno di Mameli è risuonato fra le valli austriache, riempiendo di orgoglio i cuori di ciascun italiano lì presente. Sofia Goggia si è infatti aggiudicata la gara poc'anzi citata, anticipando sul podio Federica Brignone (vincitrice nella giornata di sabato del Super-G) e Nadia Fanchini. Per la prima volta nello sci femminile italiano, il podio di una discesa si è tinto completamente di Azzurro. Grande merito va alle nostre ragazze, autrici di una gara a dir poco spettacolare, dedicata una volta conclusasi ad Elena Fanchini, fermata prima dell'olimpiade da un tumore.
Pazzesca la prova offerta dall'atleta bergamasca, scesa in appena un minuto e quattro secondi; niente da fare per la più quotata Brignone, fermatasi sul tempo di un minuto e cinque secondi. Quarta la francese Tiffany Gauthier, quinta l'atleta di casa Tina Weirather.

Sci di fondo
A Dresda, capitale dello stato tedesco della Sassonia attraversato dal fiume Elba, la coppia azzurra formata da Federico Pellegrino e Dietmar Noeckler si è aggiudicata la vittoria nella prova di team sprint. Gli italiani, arrivati con un tempo di gara di dodici minuti e diciotto secondi, anno anticipato sul podio gli svedesi ed i russi. Per Federico Pellegrino si tratta del secondo successo consecutivo in terra sassone; nella giornata di sabato, l'atleta si era infatti aggiudicato la prova individuale. I sogni di una possibile medaglia olimpica non sono mai stati tanto concreti.

-Scritto da A- 

lunedì 8 gennaio 2018

La Serie A festeggia l'epifania


Eccoci finalmente tornati qui, assieme a tutti voi care lettrici e cari lettori, pronti ad iniziare un nuovo entusiasmante anno al vostro fianco. Dopo dieci giorni di meritate ferie natalizie tocca a me, A, inaugurare il 2018 di Newsollo.


A differenza nostra, la Serie A non si è concessa vacanze a ridosso delle feste ed è scesa puntualmente in campo sia a Natale che a San Silvestro, senza dimenticare il turno appena conclusosi a ridosso dell'Epifania, prima di prendersi una meritata sosta. In nostra assenza, qualcosina all'interno del nostro amato campionato è cambiata e così, all'inizio del girone di ritorno, ci troviamo con Napoli (campione d'inverno) e Juventus sempre più in alto, impegnate in un duello che partita dopo partita continua ad emozionarci e a regalarci momenti unici. Male invece hanno fatto Inter e Roma, i primi oramai a secco di vittorie dallo scorso tre dicembre mentre i secondi, possono "vantare" di aver fatto proprio un punto nelle ultime tre partite disputate. In ripresa la Lazio, quarta ma con un match da recuperare, a differenza del Milan che nonostante la cura "Gattuso" continua a navigare in acque sconosciute: se finisse oggi il campionato i rossoneri sarebbero undicesimi.
Ma cerchiamo di mettere ordine e riviviamo fianco a fianco ciò che la ventesima giornata della massima competizione calcistica italiana ci ha regalato.

Dopo aver assistito ad un noioso Chievo Verona-Udinese, terminato sul risultato di uno ad uno, è stata l'elettrizzante sfida del Franchi tra Fiorentina ed Inter ad aprire la prima giornata di ritorno del campionato odierno. L'Inter di Luciano Spalletti, dopo un dicembre a dir poco da dimenticare, non è riuscita ad inaugurare l'anno nuovo nel migliore dei modi, concludendo il match in parità ma dimostrandosi sempre inferiore agli avversari. Il risultato di uno ad uno lascia così insoddisfatti i viola, più propositivi ed intraprendenti nonostante lo svantaggio iniziale firmato da Icardi. E' stata una zampata di Simeone, a pochi minuti dal triplice fischio finale, a raddrizzare un risultato altrimenti ingiusto.


Bellissimo in campionato quanto inefficace nelle coppe: così potremmo facilmente descrivere la stagione in corso del Napoli, vittorioso nell'ultima di Serie A contro uno spuntato Hellas Verona ma fuori dalla Coppa Italia per mano dell'Atalanta. Al San Paolo, dopo un primo tempo ricco d'occasioni azzurre, sono Koulibaly e Callejòn i marcatori di giornata, coloro che permettono ai partenopei di mantenere la vetta della classifica.

Spettacolo e goal, tanti goal a Ferrara, dove i padroni di casa della Spal si sono dovuti arrendere sotto i colpi di Ciro Immobile, attaccante biancoceleste capocannoniere dell'attuale campionato. Nonostante la buona disposizione tattica e una tenacia invidiabile, i ragazzi di Leonardo Semplici sono stati annichiliti dalla Lazio di Simone Inzaghi, a segno con Luis Alberto ed Immobile (quattro i sigilli posti dal bomber di Torre Annunziata). Inutili le reti ferraresi di Antenucci.

Un Milan convalescente e poco propositivo riesce, a San Siro, ad avere la meglio su uno sfortunato Crotone, forse ancora traumatizzato dall'addio di Nicola. Sotto il cielo plumbeo di Milano, è una carambola fortunosa tra Cordaz e Bonucci a mandare in rete i rossoneri. Per il difensore ex Juventus si tratta della prima rete messa a segno con i nuovi colori.

Il meglio, la giornata calcistica italiana appena conclusasi lo ha lasciato per la fine, quando prima Roma ed Atalanta e poi Cagliari e Juventus hanno concluso l'Epifania. All'Olimpico, i bergamaschi hanno ancora una volta incantato il grande pubblico, convincendo e prendendosi  tre punti più che meritati contro una grande squadra, anche se mai così in crisi. La Dea dopo aver sbancato il San Paolo, miete così un'altra illustre vittima, rilanciandosi per la lotta ad un piazzamento europeo. Di Cornelius e de Roon le reti atalantine, tutte nella prima parte di gara, mentre ai capitolini non è bastata la superiorità numerica (a seguito dell'espulsione di de Roon) e la rete ad inizio ripresa di Dzeko.


Continua, seppur con qualche affanno di troppo, la rincorsa della Vecchia Signora al Napoli. Al Sant'Elia contro un ottimo Cagliari, i bianconeri hanno sofferto più di quanto alla vigilia ci si potesse aspettare, conquistando i tre punti (seppur con molte polemiche a seguito delle decisioni arbitrali e della Var) grazie ad una zampata di Bernardeschi. Gran merito va dato alla squadra di Lopez, capace di imbrigliare la manovra ospite con un pressing alto a dir poco asfissiante. I pali colpiti da Dybala (uscito anzitempo per una contrattura muscolare) e Bernardeschi unite alle occasioni neutralizzate da Szczesny, hanno una volta ancora però fatto capire la forza della squadra sabauda.

Tra le altre partite spicca su tutte la vittoria nitida del nuovo Toro targato Walter Mazzari (subentrato in settimana a Sinisa Mihajlovic), vincente e convincente all'Olimpico Grande Torino contro il Bologna. De Silvestri, Niang e Iago Falque sono stati i marcatori granata di giornata.
Seconda vittoria consecutiva per il Benevento che al Vigorito, dopo aver affossato il Chievo nella passata giornata, conquista i tre punti contro una disattenta Sampdoria, in caduta libera dopo un'inizio di campionato spettacolare. Bene il Genoa, vincente a Marassi contro il Sassuolo.

Risultati
-Chievo Verona vs Udinese  1-1;
-Fiorentina vs Inter  1-1;
-Torino vs Bologna  3-0;
-Milan vs Crotone  1-0;
-Napoli vs Hellas Verona  2-0;
-Spal vs Lazio  2-5;
-Genoa vs Sassuolo  1-0;
-Benevento vs Sampdoria  3-2;
-Roma vs Atalanta  1-2;
-Cagliari vs Juventus  0-1;

Classifica

1. Napoli (51 punti), 2. Juventus (50 punti), 3. Inter (42 punti), 4. Lazio (40 punti), 5. Roma (39 Punti), 6. Sampdoria (30 punti), 7. Atalanta (30 punti), 8. Udinese (28 punti)  9. Fiorentina (28 punti), 10. Torino (28 punti), 11. Milan (28 punti), 12. Bologna (24 punti), 13. Chievo Verona (22 punti), 14. Genoa (21 punti), 15. Sassuolo (21 punti), 16. Cagliari (20 punti), 17. Spal (15 punti), 18. Crotone (15 punti), 19. Hellas Verona (13 punti), 20. Benevento (7 punto).


-Scritto da A- 




giovedì 21 dicembre 2017

Tutti contro Vittorio Emanuele III


Negli ultimi giorni le questioni di casa Savoia, la famiglia che diede i natali ai Re d'Italia sino alla proclamazione della Repubblica, sono tornate fortemente d'attualità, irritando ed inasprendo ulteriormente i rapporti fra i discendenti degli ex sovrani e la popolazione nostrana.


In gran segreto, lo Stato italiano ha acconsentito alle richieste di Maria Gabriella di Savoia di riportare in patria le salme del Re Vittorio Emanuele III e della regina Elena: i suoi nonni. La pretesa che da anni risiedeva nelle stanze del Quirinale è stata riconosciuta legittima, ed in segno di umanità le forze politiche hanno lavorato, tenendo all'oscuro di tutto gli italiani, per riportare nel territorio sabaudo i corpi dei vecchi sovrani. Così, lo scorso 17 dicembre il penultimo Re d'Italia, seppellito in precedenza ad Alessandria d'Egitto, ha fatto il suo ritorno in patria, anticipato di alcuni giorni dall'amata consorte Elena, le cui esequie furono svolte a Montpellier.  A settant'anni dalla morte del più longevo monarca nostrano, i due coniugi hanno potuto così rincontrarsi venendo definitivamente tumulati nel santuario di Vicoforte, nei pressi di Mondovì. 
La decisione, una volta resa pubblica, ha fatto infervorare i più, ancora indignati verso ciò che il sovrano fece in vita, ma non solo; infatti, anche il capo di casa Savoia, Vittorio Emanuele, padre del più celebre Emanuele Filiberto, ha criticato aspramente la decisione della sorella definendo inaudito che un Re d'Italia possa non esser seppellito al Pantheon, il sacrario dei padri della nostra amata patria.
Perché una decisione, come quella intrapresa dai nostri capi di governo, non è andata giù alla stragrande maggioranza della popolazione? E perché Vittorio Emanuele III non è seppellito insieme ai suoi predecessori?
Andiamo con ordine e cerchiamo di capirne insieme i motivi.


Storia
Vittorio Emanuele III nasce a Napoli, città di cui ne diventa principe (per cementificare l'appena consolidata unità d'Italia), nel novembre del 1869. Figlio dei cugini primi Umberto I e Margherita di Savoia, il piccolo crebbe lontano dal caldo amore familiare, venendo educato secondo una specifica dottrina militare. Il mancato calore che solo un madre ed un padre possono donare ed il minuto aspetto fisico (il Re era alto appena un metro e cinquantatré centimetri), contribuirono a rendere il futuro sovrano poco risoluto e caratterialmente debole.  
Dopo aver sposato nel 1896 la principessa montenegrina Elena, di cui il principe fu sempre follemente innamorato, esso si ritrovò tra capo e collo il dover salire al trono dopo la prematura scomparsa del padre, assassinato a Monza per mano di un'anarchico. Era il lontano agosto del 1900 quando Vittorio Emanuele III venne incoronato come terzo Re d'Italia, carica che ricoprì per quarantasei lunghi anni. Nel corso del suo lungo mandato, il nostro Bel Paese crebbe grazie all'introduzione di nuove riforme, come l'introduzione del suffragio universale maschile ed in seguito anche femminile e la creazione delle prime forme di prevenzione sociale, ed espanse i suoi territori in Africa, dove colonizzò prima la Libia e poi l'Etiopia.
Soprannominato il "Re Soldato" per via della sua istruzione e per il fatto che egli sopravvisse a ben due guerre mondiali, è generalmente mal visto dalla popolazione nostrana per via di aver consegnato il paese al Duce Benito Mussolini. Dopo aver abdicato, in favore del figlio Umberto II, il 9 maggio del 1946, il sovrano si ritirò ad Alessandria d'Egitto, dove la morte lo colse nel dicembre del 1947. 
Il regno del figlio (denominato Re di maggio) durò appena un mese, infatti a seguito del referendum del 2 giugno del 1946, l'Italia divenne una repubblica.

I motivi dell'astio nei suoi confronti

Pur introducendo differenti ed innovative riforme sociali, il terzo Re d'Italia viene ricordato dalle generazioni passate, presenti e future, come la persona che diede forza politica a Benito Mussolini.



Seppur i due mal si sopportassero, con il sovrano spesso in disaccordo ed ostile verso la politica repressiva e anti-razziale del Duce, fu lo stesso monarca a far si che l'ex direttore dell'Avanti salisse al governo. Nei giorni che precedettero la famosa marcia su Roma, il presidente del consiglio Luigi Facta, consigliò a più riprese al Re di fermare le camicie nere, proclamando lo stato d'assedio. Sua maestà rigettò tali consigli anzi, dopo aver consegnato a Mussolini le "chiavi" del paese lo incaricò di formare un nuovo esecutivo. Con ogni probabilità, Vittorio Emanuele si auspicava che il fascismo potesse esser la soluzione dopo anni di tensioni sociali ma così non fu e, nel ventennio che seguì, il paese si ritrovò a dover fronteggiare un numero impari di leggi antidemocratiche e anticostituzionali. L'arrivo della seconda guerra mondiale inasprì ulteriormente i contrasti tra la sovranità e la popolazione, ritrovatasi a dover fronteggiare una guerra alla quale non era minimamente preparata. Dopo tre anni di guerra il Re prese finalmente, ma troppo tardi, le distanze dal fascismo, esautorando Mussolini ed affidando l'Italia a Pietro Badoglio. Il susseguente armistizio con le potenze Alleate e la fuga del monarca dopo l'occupazione tedesca, segnò la fine del rapporto tra italiani e Savoia. Seppur consigliato dal maresciallo Badoglio, il quale ben sapeva che una cattura del sovrano avrebbe dato linfa vitale all'avvento della repubblica di Salò, il gesto venne visto (anche grazie ad una massiccia opera di propaganda filo-fascista, pronta a gettar fango sul Re per legittimarsi) come un atto di vigliaccheria che approfondì la fine del rapporto tra la monarchia e la popolazione. Il Paese, senza una vera e propria guida, dovette subire altri venti mesi di guerra che fecero uscire l'Italia del tutto disintegrata.
Il disperato tentativo di salvare la corona abdicando in favore del figlio, servì poco a nulla e tempo un mese gli italiani votarono la cosa più saggia che potessero fare: scelsero la repubblica, esiliando così fino a qualche giorno fa l'ultimo vero Re d'Italia.


-Scritto da A- 

martedì 19 dicembre 2017

Più panettone per tutti


Il sopraggiungere delle feste ha fatto sì, che in ognuna delle nostre abitazioni, si potesse finalmente respirare una sana e magica atmosfera natalizia, capace di rendere ciascuno di noi più buono ed altruista.


Come ogni anno l'arrivo del Natale farà riscoprire alla maggior parte della popolazione nostrana la bontà del panettone, dolce tipico di questo specifico periodo dell'anno. Non tutti però avranno la fortuna di poterne assaggiare una fetta ed è per questa ragione che, la collaborazione fra Confcommercio Milano, Confartigianato, Unione Artigiani e Camera di Commercio, porterà nelle strade di Milano una fetta di questo tradizionale dolce per tutti noi.
Questo compito verrà reso più semplice grazie alla storica pasticceria San Gregorio e dal suo mastro pasticcere Said, i quali hanno portato alla realizzazione del panettone più grande al mondo. Dopo quattro dure giornate di lavorazione a cui quattro pasticceri si sono minuziosamente dedicati, il dolce godrà di un'altezza pari a due metri, un diametro di ottanta centimetri ed un peso di ben centoquaranta chili. Non sono solamente questi i numeri da Guinnes dei primati stracciati dal dolce nato a Milano; per dare alla luce il suddetto, vi sono voluti dieci chili di pasta madre, sessantanove chili di farina, ventotto litri d'acqua, quindici chili di tuorli d'uovo, ventisette chili di burro e diciotto chili di zucchero. Tutto questo senza contare i chili di uvetta e di arancia dedita a divenire candita. 
Creato seguendo meticolosamente la genuina e squisita tradizione milanese, il panettone è stato mostrato al pubblico la scorsa domenica presso la Galleria Vittorio Emanuele II. Da esso vi sono state ricavate milleduecento fette, regalate e distribuite ad ogni passante, turista e senzatetto lì presente, dai ragazzi della Capac, la scuola di formazione Confcommercio della città meneghina. Contemporaneamente, altre fette del dolce sono state ricavate e servite da numerosi panettoni artigianali di più modeste dimensioni.
Una festa per tutti, grandi e piccini che insieme, uniti dalla magica atmosfera del Natale, hanno potuto assaporare la fragrante consistenza del panettone.

Un'unico quesito solca ancora le nostre menti, come avranno fatto a cuocere un tale "mostro" di bontà?


-Scritto da A- 

Fallisce la Borsalino


Quasi sicuramente, alla maggior parte di voi, l'azienda con il nome Borsalino non dirà niente di che a primo acchito.
(Immagine di Comingsoon)


La ditta alessandrina, è la storica creatrice dei cappelli indossati dai divi del cinema nostrano ed hollywoodiano; basti pensare che attori internazionali dal calibro di Johnny Depp, Robert De Niro, Nicole Kidman e Alain Delon, solo per citarne alcuni, hanno indossato nell'interpretazione di una o più delle loro parti un cappello modello "borsalino". 
Amata dalla maggior parte della popolazione nostrana, non solo per dare alla luce fantastiche creazioni poi impiegate sui set più disparati ma, anche per la qualità e la raffinatezza delle "opere d'arte" create ad Alessandria dalle mani sapienti dei sarti dell'azienda stessa. Tutto ciò non è comunque servito a salvare la storica fabbrica, la quale dopo centosessanta anni di onorato servizio cessa la sua attività per fallimento. Il tribunale di Alessandria ha infatti respinto il concordato proposto dalla società dell'imprenditore svizzero Camperio, la Haeres Equita srl, subentrata da più di un anno nella gestione della Borsalino. Come reso noto dai sindacati, l'Italia ed il cinema dovranno dire dunque addio alla tanto celebre azienda, la quale dal canto proprio si è trincerata dietro ad una coltre di silenzio non rilasciando nessuna comunicazione officiale.
Un'altro pezzo storico del nostro Bel Paese viene a mancare, aggravando ed evidenziando una volta ancora il profondo disagio economico a cui molti imprenditori e molte ditte sono ogni giorno sottoposti.


-Scritto da A-