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venerdì 24 novembre 2017

E voi lo sapevate che..?


Signori e signore, ragazzi e ragazze, quanti di voi ascoltando le loro suadenti melodie, per radio o su youtube, ne sono rimasti incantati?

Stiamo parlando dei Coldplay, il gruppo alternative rock britannico nato nella capitale del Regno Unito venti anni or sono.
La band formata da Chris Martin (front-man, voce e chitarra), Jonny Buckland (chitarra elettrica), Will Champion (batteria) e Guy Berryman (basso), nonostante la sua formazione avvenuta nel 1997 raggiunse il successo mondiale solamente tre anni dopo con Parachutes, il loro album d'esordio.
Tra le varie tracce di quello che ad oggi rappresenta il disco di lancio dei Coldplay, spiccava il brano Yellow secondo estratto di quel fortunato capolavoro artistico, vincitore nell'anno 2001 del NME Awards.
Negli anni sono state date differenti interpretazioni al singolo: in molti sostengono la tesi che esso sia un tributo alla madre di Chris Martin, deceduta di cancro  poco prima, mentre altri suppongono che il front-man stesso canti e narri le lodi della ragazza da lui amata, attraverso dei paragoni con le stelle.
In pochi, anzi pochissimi sanno invece che il titolo della canzone venne in mente alla band dopo che la sua voce solista Chris Martin, ancora indeciso sul titolo da adottare, notò una copia delle odierne pagine gialle e trovando che la parola fosse particolarmente orecchiabile la adoperò come titolo.
Una vera e propria intuizione che lanciò la band verso il successo globale che da lì in avanti intrapresero.

                                                             -Scritto da A-

lunedì 13 novembre 2017

Marquez, 6 nella leggenda!

Motomondiale

Gran Premio di Valencia

Moto GP



(Immagine presa dalla Pagina Facebook Ufficiale Marc Marquez)

Complimenti e applausi meritati per un pilota che sta riscrivendo la storia del motociclismo moderno. Ora sono 4 i Mondiali in 5 stagioni di Moto GP e davanti a se vede solo più leggende come Doohan (5), Rossi (7) e Agostini (8).
Nonostante un inizio di stagione da dimenticare, dove sono arrivati ben tre zeri sonanti, la formica spagnola non si è demoralizzata e ha ripreso un Mondiale che sembrava essergli scivolato dalle mani già dalla partenza. 
Quando porti a casa la vittoria di un titolo contro un'altro pilota capace di vincere ben 6 gare su 18 (un terzo dei gran premi totali), non ce altro da fare se non alzarsi in piedi, applaudirlo e fargli i complimenti.

Questa standing ovation però deve continuare ed essere ancora più forte di quella precedente per un Dovizioso commovente. Capace di dare tutto in pista e durante tutto l'anno; in grado di confermarsi alla veneranda età di 31 anni e di candidarsi come uno dei favoriti al titolo dell'anno prossimo.
DesmoDovi ha fatto rialzare una scuderia che da troppi anni si accontentava di guardare le vittorie degli altri dai box. Il Team italiano, Dall'Igna e i meccanici hanno dato in mano a Dovizioso una moto meraviglioso e il pilota nativo di Forlimpopoli non ha tradito le attese, riportando la rossa dove gli spetta.


(Immagine presa dal Sito Ufficiale it.motorsport.com)

Ora tornando alla gara vince il compagno di squadra di Marc Pedrosa, che si conferma come il pilota con più vittorie sul circuito valenciano (7). Il catalano della Repsol ha superato nel finale la sorpresa della stagione Zarcò, che sinceramente meritava di chiudere la stagione con la sua prima vittoria in Moto GP, ma che si dovrà accontentare di un secondo posto che sa di beffa. Mi sento in dovere di fare un'appello alle moto ufficiali e di promuovere questo ragazzo che ha tutte le carte in regola per dar fastidio agli altri big della classe regina.
Chiude il podio il neo campione del mondo Marquez che dopo aver rischiato di cadere e aver perso un paio di posizioni si è ripreso la gara. Dovizioso ha cercato di fare il possibile ma spingendosi anche oltre ai limiti e cadendo a 5 giri dalla fine.
Buon quarto e sesto posto per le Suzuki di Rins e Iannone che inglobano il quinto posto di Valentino. 
Male Vinales e Lorenzo col primo che arriva decimo per coronare un finale di stagione decisamente da dimenticare e col secondo che scivola dopo pochi giri.

Moto 2

Terza vittoria nelle ultime tre per il portoghese Oliveira che dopo Sepang e Phillip Island mette in cassaforte anche Valencia. Secondo il nostro neo campioncino Franco Morbidelli che si appresta ad andare in Moto GP con addosso le aspettative di un popolo intero. Forza Franco!
Chiude il podio Binder e il rookie of the Year in Moto2, ovvero Bagnaia continua a stupire, piazzandosi quarto. Il fratellino del sei volte campione del mondo Marquez arriva quinto.
Noi ci godiamo ancora il nostro Morbido capace di rimettere il tricolore davanti a tutti in Moto2, dopo anni di dominio spagnolo.

Moto 3

Martin vince e conferma le buone prestazioni fatte registrare in qualifica con la pole position.
Finalmente dopo 50 gare nella serie cadetta, arriva la sua prima vittoria.
Il podio completamente spagnolo viene completato dal neo campione del mondo Mir e dal giovanissimo Ramirez.
Mir non riesce ad eguagliare un formidabile Valentino Rossi, rimanendo ad una vittoria di distanza dal record del Dottore (11) del 1997.
Fenati chiude la sua esperienza in Moto 3 con un quarto posto, mentre ottime prestazioni per Bastianini (4) e Foggia (7).

Scritto da L.


mercoledì 26 luglio 2017

Martin Scorsese


L'articolo settimanale sull'arte, nuovamente va a toccare un genio della regia mondiale; questa volta è il turno di Martin Scorsese.


(Immagine presa dal Sito Ufficiale Comingsoon.it)

Fede e Peccato

Martin nasce nel Queens nel lontano 1942, nipote da parte di entrambi i genitori, di immigrati italiani provenienti dalla provincia di Palermo. Lui e la sua famiglia furono costretti a spostarsi a Manhattan nella rinomata Little Italy, dove il piccolo Martin non trascorse un'infanzia rosea; infatti data la sua bassa statura e i suoi problemi d'asma, non riuscì a farsi accettare dalle gang locali e ciò gli permise di coltivare la sua più grande passione: il cinema western e neorealista, e una forte religiosità.

Così decise di studiare per poter diventare prete, ma dopo 4 anni abbandonò il seminario e si iscrisse ad un corso cinematografico alla New York University. All'epoca diede vita ad un cortometraggio che verrà riconosciuto come un capolavoro per il nuovo popolo di registi moderni di Hollywood, La Grande Rasatura. Dove si possono già intravedere alcune delle caratteristiche, che lo contraddistingueranno nella sua carriera, come il montaggio fulmineo, parti splatter e la critica sociale tagliente.
In questo corto un giovane inizia a tagliarsi la barba fino a tagliarsi la gola, con la scritta finale Viet 67, Scorsese ci fa vedere come l'insensata violenza in Vietnam abbia colpito in modo irreparabile intere generazioni che si mostrano incapaci di tornare a vivere nella loro società.
Nel 1965 esegue il suo primo lungometraggio, dopo averlo interrotto, sotto consiglio del suo professore lo conclude: Chi sta bussando alla mia porta?

All'inizio degli anni 70 lasciò la Grande Mela per andare ad Hollywood dove cominciò un periodo molto prolifico con America 1929 - Sterminateli senza pietà e Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno. Con quest'ultimo si aprì una profonda amicizia e longeva collaborazione tra il regista e l'attore Robert De Niro; nel film cercò di dar vita al binomio indissolubile tra salvezza e peccato tra le strade della Little Italy newyorkese, riprese molto dalle sue esperienze adolescenziali, aggiungendovi una fotografia claustrofobica e musiche popolari di sottofondo.

Venne criticato di non saper girare un film con protagonista una donna, così girò Alice non abita più qui, facendo vincere alla protagonista Ellen Burstyn l'Oscar nel 1975.

L'anno successivo tornò nella sua amata New York, insieme alla sceneggiatura di Paul Schrader e all'interpretazione di De Niro diedero vita ad uno dei film più apprezzati dal pubblico e dalla critica mondiale: Taxi Driver. Questa rappresentazione della difficoltà psicologica di un reduce di guerra in Vietnam gli permise di vincere la Palma d'Oro al Festival di Cannes e di ottenere 4 nomination agli Oscar.

Creò un musical dedicato alla città che non dorme mai, con protagonisti De Niro e Liza Minnelli New York, New York, ma fu un enorme flop. Questo lo portò a soffrire di una forte depressione, portandolo ad assumere droghe, stupefacenti e psicofarmaci, fino ad abusarne.

Robert cercò di aiutare il suo amico ad uscire da questa situazione, proponendoli di girare un film con lui, riguardo al pugile italo statunitense Jake LaMatta. Così nacque Toro Scatenato, che ottenne due Oscar e permise al regista di rappresentare tutta la sua sofferenza di quel periodo sulla pellicola.

Si seguirono film come Re per una notte (sulla vanità del star system dell'epoca) e Fuori Orario (piccolo film sull'incapacità di tornare a casa, rimanendo bloccato in un incubo), che non sempre furono ben visti dalla critica, ma che ottennero anche riconoscimenti di un certo calibro, come la Palma d'Oro per la miglior regia nel 1986.

Venne nuovamente criticato per aver prodotto dei film al mero scopo di lucro, perdendo di personalità, ma poi diede vita ad un progetto al quale stava lavorando da anni, ovvero l'adattamento cinematografico del romanzo di Kazantzakis, L'Ultima Tentazione di Cristo. Il film affrontò diverse difficoltà come il rifiuto di essere prodotto dalla Paramount per paura delle ripercussioni delle associazioni cattoliche, senza contare le proteste e le minacce di boicottaggio. Alla fine il film uscì nel 1988 e, nonostante queste problematiche, rappresenta un enorme esempio della smisurata fede del regista che decise di rappresentare Cristo prima di tutto sia come uomo oltre che come divinità, per dare un senso alla sua sofferenza e ai valori cristiani che altrimenti perderebbero di significato.

Dirisse un videoclip di Michael Jackson e decise assieme ad Allen e Coppola di produrre un esperimento cinematografico nel 1989 con New York stories. Un progetto suddiviso in 3 episodi, uno per ogni regista, che avrebbe dovuto dar parola a storie di vita quotidiana della gente di NY, ma fu un grande insuccesso.

Arrivati negli anni 90 arrivano alcuni dei suoi film più famosi, che ricalcano molto bene le tematiche tanto care a Martin delle gang criminali. Come in Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas) e Casinò. Tutti e due i film derivano da storie vere e hanno come protagonisti oltre al fidato Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone, l'eccesso e la violenza la fanno da padrone al pari dello stile nevrotico nel montaggio.
Seguendo sempre questa linea rossa, nel 2002 produsse Gangs of New York, col quale diede inizio ad un nuovo sodalizio di collaborazione, questa volta con Leonardo DiCaprio, il film sulla violenza che sta alla base dell'intera nazione Usa ottenne 10 nomintion.

Affezionato a dar vita a storie vere diresse The Aviator, rappresentando la vita della leggenda Hollywoodiana Howard Hughes, con ancora Leo protagonista e affiancato dalla bellissima Cate Blanchett.


Scorsese e DiCaprio sul set di The Wolf of Wall Street

(Immagine presa dal Sito Ufficiale Comingsoon.it)

Nel 2006 arrivò il tanto bramato premio Oscar come miglior regista per The Departed, remake di un film del 2002; questa volta DiCaprio è un infiltrato della polizia all'interno di una cosca mafiosa mentre viceversa Matt Damon invece un mafioso infiltrato nella polizia.

I suoi ultimi 4 film sono un capolavoro dopo l'altro. A partire dalla forza psicologica del thriller Shutter Island, la sperimentazione della nuova tecnologia digitale con Hugo Cabret, il dramma dell'eccesso di potere e di soldi in The Wolf of Wall Street e la capacità di dar voce alla religione con Silence.

Aspettiamo con impazienza un altra storia di cruda realtà, come ci ha da sempre abituato il buon Martin Scorsese.

Scritto da L.



venerdì 21 luglio 2017

Game of Thrones (Il Trono di Spade)



(Emilia Clarke alias Daenerys Targaryen)

Trama: la storia racconta delle gesta di gloriosi casati all'interno di un mondo immaginario, composto principalmente da due continenti quello Occidentale (Westeros) e quello Orientale (Essos). Il più sviluppato e ricco è Westeros dove si trova Approdo del Re, la città dove si trova il Trono dei Sette Regni, da cui prende il titolo la serie.
Le principali casate sono quella degli Stark, uomini del nord che difendono gli altri dai pericoli oltre la Barriera, ovvero i Bruti (uomini privi di regole e gerarchie) e gli Estranei (guerrieri leggendari di non morti). Gli Stark sono alleati da sempre con la casata dei Baratheon, quella regnante, avendo spodestato la casata dei Targaryen dal Trono. Infine la casata dei Lannister alla quale appartengono gli uomini più ricchi e influenti di Approdo del Re e che grazie a matrimoni, riesce a stabilire un legame di sangue con i Baratheon.


(Kit Harington alias Jon Snow)

Ideatori: David Benioff e D.B. Weiss hanno reso cinematograficamente i romanzi di George R.R. Martin, A song of ice and fire (Cronache del ghiaccio e del fuoco), riproducendo una serie per ogni libro. Infatti erano stati proposti degli adattamenti a film dei suoi libri ma Martin si era sempre opposto perchè nessun film sarebbe riuscito ad esaurire in modo adeguato tutte le sottotrame e la complessità della storia; senza considerare i problemi delle scene troppo cruente ed esplicite.

Genere: fantastico, avventura, epico, drammatico


(Lena Headey alias Cersei Lannister)

Anno: esordio nel 17 aprile del 2011 su HBO negli States e nel novembre dello stesso anno anche in Italia sull'emittente Sky Atlantic. Attualmente è iniziata la settima stagione che sarà la penultima, infine il prossimo anno terminerà con l'ottava, ma i fan non devono temere ci sono già molte proposte per eventuali spin off.

Interpreti: Emilia Clarke (Daenerys Targaryen), Peter Dinklage (Tyrion Lannister), Nikolaj Coster-Waldau (Jaime Lannister), Lena Headey (Cersei Lannister), Kit Harington (Jon Snow), Sophie Turner (Sansa Stark), Maise Williams (Arya Stark), Richard Madden (Robb Stark), Isaac Hempstead-Wright (Brandon Stark), Alfie Allen (Theon Greyjoy), Aidan Gillen (Petyr Baelish), Conleth Hill (Varys), Sean Bean (Eddark Stark), Mark Addy (Robert Baratheon), Jack Gleeson (Joffrey Baratheon), Jason Momoa (Drogo), Kristofer Hivju (Tormund), Gwendoline Christie (Brienne di Tarth), Iwan Rheon (Ramsay Bolton), Rory McCann (Sandor Clegane)


(Peter Dinklage alias Tyrion Lannister)

Commento: una delle serie che vanta il maggior numero di fan al mondo. HBO nel 2011 ha puntato quasi tutto su di loro e col senno di poi è stata una scelta azzeccatissima, basti pensare il raggiungimento di 106 nomination e la conquista di 38 Emmy, non proprio risultati da passare inosservati.
La serie può essere commentata utilizzando solo 5 parole: Sesso, Violenza, Morte, Colpi di Scena e Fantasy.
La sua esplicità ha causato non poche critiche, ma complessivamente, come attestato dai risultati ottenuti, è stata promossa da tutti, anche dai più scettici.
Il lato fantasy non è eccessivamente pervasivo ma determinante basti pensare ai draghi di Daenerys, ai Meta-lupi dei discendenti di Eddark Stark e agli Estranei che nel tempo avranno sempre più un ruolo centrale all'interno della serie.
I colpi di scena sono una caratteristica ricorrente in tutte le stagioni e alcuni provocano veri e propri traumi. L'unico consiglio che possiamo dare ad una persona, che si affaccia al mondo di Got per la prima volta, è di non affezionarsi a nessun personaggio perchè nessuno è essenziale e tutti possono essere sostituiti mediante le mille sottotrame della storia.
Una volta iniziata la vostra vita sociale ne risentirà in modo vertiginoso, quindi avvisiamo i lettori che crea dipendenza.

(Tutte le immagine sono state prese dal Sito Ufficiale Comingsoon.it)

Scritto da L.