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giovedì 20 luglio 2017

Il Coworking è il futuro


Oggi cercherò di promuovere una tipologia di lavoro che negli States sta già funzionando efficacemente da anni, ovvero il Coworking.

Cosa si intende per Coworking?

La parola stessa suggerisce che le tematiche principali siano il lavoro e la collaborazione, ma la cosa stravagante sta nell'indipendenza delle attività che vi lavorano.
Perchè la condivisione consiste nel suddividersi uno spazio o ambiente lavorativo, affittando ad esempio una scrivania in un ufficio.

Ovviamente le persone che vengono maggiormente attratte da questo business sono coloro che lavorano da casa, i liberi professionisti o i freelance, ovvero persone che oltre a questa attività ne affiancano altre. 

Quali sono i vantaggi?

Innanzitutto l'utilità della sinergia in un'ambiente lavorativo è essenziale, come lo è la condivisione di valori comuni, il lavoro a contatto con altri riesce a trarre benefici sia a se che agli altri.
Il fatto di provenire da attività diverse aiuta le persone a vedere da tutte le prospettive possibili un problema e in particolar modo si ha una soluzione all'isolamento lavorativo, che secondo diversi studi è stato provato essere alquanto inefficace.

Altri vantaggi enormi sono gli orari e i costi. L'ufficio o ambiente in questione spesso ha orari completamente liberi, permettendo ai suoi lavoratori di entrarci ad ogni ora e in ogni giorno della settimana; ovviamente sono affiancati da vari servizi di accesso elettronici e da guardie giurate che la notte controllano le strutture in questione.
Per quanto concerne i costi, basti pensare che molte startup lo promuovano a pieni voti, dati i costi relativamente bassi e molto accessibili, in modo da permettere a chiunque di poterne usufruire.

Viene suggerito sempre di creare prima una comunità e solamente dopo di cercare uno spazio adibito a collaborazione e lavoro, in modo da capire che chi verrà a lavorare a contatto con te abbia i tuoi stessi propositi e valori.

Detto questo noi promuoviamo questa tecnica lavorativa che potrebbe creare nuovi sbocchi soprattutto per i più giovani. Italia non pensarci, investici!

Scritto da L.

lunedì 10 luglio 2017

Non definitelo soltanto un gioco



Ventidue ragazzi che corrono dietro ad un pallone: è così visto il gioco del calcio agli occhi di chi si ferma all'apparenza delle cose.
Dietro a quello che molti han definito uno sport o un lucroso passatempo, si cela una passione che non conosce limiti di tempo e spazio, capace di varcare i confini del rettangolo verde salvando tal volta vite umane. 
Un'amore indissolubile lega questo semplice svago ai cuori di milioni e milioni di tifosi, trasportati e rapiti da un semplice pallone.



Il mondo del calcio si piega dinnanzi alla morte del piccolo Bradley
Spiegatelo a Bradley Lowery che il calcio è solo un gioco, fategli capire quanto per voi è stupido correre dietro ad un pallone.
Il piccolo noto al mondo calcistico e non solo, per la forza e determinazione dimostrata dinnanzi al neuroblastoma che lo affliggeva, si è spento all'età di sei anni lasciando un vuoto incolmabile nel cuore d'ognuno di noi.
Tifosissimo del Sunderland nonché grande appassionato, era riuscito nonostante la tenera età ad unire il calcio britannico, commuovendolo e mobilitandolo a raccogliere fondi per la ricerca e la cura di questa malattia.
Divenuto presto mascotte della propria squadra del cuore e della nazionale dei Tre Leoni, il bimbo aveva trovato in Jermain Defoe il suo idolo. 
L'attaccante inglese, ora in forza al Bornemouth, aveva conosciuto Bradley ai tempi del Sunderland, divenendo ben presto il migliore amico del piccolo. Il trentaquattrenne giocatore della nazionale inglese, non ha mai lasciato solo il suo piccolo amico regalandogli immensi attimi di gioia fuori e dentro il campo. 
La malattia ha vinto su Bradley, portandolo via dall'amore dei suoi genitori e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. 
La sua lotta ferrea e la determinazione mostrata dinnanzi al mondo intero, sono una fonte d'ispirazione a non mollare mai, a non dar mai nulla per scontato.

"Sei stato una fonte d'ispirazione per me, un migliore amico che mi ha cambiato la vita. Mi mancherai moltissimo ma ringrazio dio di  averti introdotto nella mia vita.Ti porterò sempre nel mio cuore."
                                                                      
Sono i passaggi salienti della lunga lettera in memoria di Bradley Lowery postata su Istagram dall'attaccante inglese Jermain Defoe.

Quando il calcio diventa paura
Purtroppo nel calcio come nella vita di ognuno di noi nulla è prevedibile.
E' quello che avranno pensato i giocatori di Ajax e Werder Brema, impegnati sabato in un'amichevole estiva scossa dall'arresto cardiaco occorso al ventenne Abdelhak Nouri.
Il giovane marocchino accasciatosi a venti minuti dal traguardo, è stato immediatamente soccorso e rianimato dai medici lì presenti, per poi essere trasportato in elisoccorso verso l'ospedale più vicino.
Il comunicato dell'Ajax, giunto in tarda serata, ha poi tranquillizzato tutti: nonostante il giovane rimanga in terapia intensiva, le sue condizioni rimangono stabili e secondo i medici la sua vita non sarebbe a rischio.


Una passione senza fine
Desidero concludere questo piccolo excursus nel mondo calcistico con una notizia che arriva dalla Germania.
Mentre gli stadi italiani tendono sempre più a svuotarsi, da Dortmund arriva l'incredibile notizia che solamente 66 tifosi su 55000 non hanno rinnovato il proprio abbonamento.
I tifosi gialloneri del Borussia, vincono così con merito il titolo di tifosi più fedeli d'Europa con una percentuale di rinnovo dell'abbonamento attestatasi intorno al 99,88%: non solo una passione ma uno stile di vita.

                                                        -Scritto da A-
                                 

giovedì 22 giugno 2017

Usato vs nuovo: qual è il futuro?



Lo shopping di seconda mano e il mercato dell'usato non vengono visti di buon occhio quì in Italia, ma se fosse il business su cui puntare nel prossimo futuro?

Alcune realtà europee si stanno già mobilitando verso questa soluzione.
Su tutti la Svezia, infatti proprio ieri mi è capitato un articolo sotto mano di un noto giornale gratuito di Torino, "Metro", che celebrava l'apertura di un centro commerciale costituito interamente da negozi specializzati nella rivendita di oggetti usati.

Mi si potrebbe obiettare che sarebbe possibile farlo anche qui unendo dei mercatini dell'usato, ma la differenza sta nella qualità e nell'organizzazione.

Ognuno può lasciare in un apposito spazio gli oggetti che ritiene non gli siano più utili.
A quel punto del personale specializzato li selezionerà e successivamente si attiverà una vera e propria macchina dell'artigianato locale, con la riparazione e la messa a nuovo di ogni effetto rilasciato.

All'interno di questo centro commerciale, vicino alla capitale svedese (Stoccolma), vi sono ben 14 negozi e vi si possono trovare le cose più disparate, passando dal vestiario alla mobilia, fino ad arrivare agli elettrodomestici e al materiale edile.

L'economia circolare è il futuro!
Permette di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo senza ridursi a cercarne di nuove, quanto ci metteremo a capirlo anche noi?


Scritto da L.

lunedì 15 maggio 2017

I verdetti della 36° giornata



Nella trentaseiesima giornata della serie A Tim, la Roma rimanda la festa scudetto della Juve, posticipando al prossimo turno di campionato l'appuntamento con la storia.

Al peggio non c'è mai fine, così l'Inter rigenerata dal cambio tecnico incappa nell'ennesimo passo falso della sua stagione, perdendo non solo la partita ma anche l'appoggio dei propri tifosi; il pareggio tra Milan e Atalanta regala ai bergamaschi l'Europa League.
Torna al successo la Fiorentina, ora distante una sola lunghezza dal sesto posto occupato dai rossoneri.
Sogna il Crotone, che a due giornate dal termine accorcia lo svantaggio su Empoli e Genoa, concorrenti nella lotta verso la salvezza. 

La Spal in serie A
L'editoriale di questa settimana inizia anormalmente. Infatti con una giornata d'anticipo la Spal centra la promozione in serie A.
Un annata straordinaria quella dei ferraresi, che guidati dal tecnico Semplici hanno saputo incantare e stupire il campionato cadetto, compiendo un'impresa straordinaria.
Una squadra che ha basato sull'etica e sulla serietà del lavoro le sue fortune, traendone i suoi frutti nel comandare il campionato di serie B, anticipando in classifica squadre più attrezzate come il Frosinone o il Verona.
Nonostante la sconfitta esterna maturata contro la Ternana (2-1), a sancire la festa promozione è stato il risalutato tra Benevento e Frosinone, un due ad uno che ha regalato nelle mani di Meret (portiere di proprietà dell'Udinese ma corteggiato da numerosi club del nostro campionato), Floccari, Antenucci & company l'agognata serie A, traguardo raggiunto dopo ben quarantanove anni.
Complimenti!!



I viola e l'Europa
Al Franchi di Firenze, in un clima arroventato dalle tensioni tra tifosi e società, la squadra di casa torna alla vittoria reinserendosi prepotentemente nella lotta al sesto posto, l'ultimo disponibile per l'Europa.
Contro una Lazio stravolta dal turnover in vista della finale di Coppa Italia, Sousa si affida a Babacar, preferendo il senegalese al bomber Kalinic.
Dopo un primo tempo dominato dai biancocelesti ma conclusosi in parità, la partita si accende nella ripresa quando, meritatamente, gli ospiti si portano in vantaggio con Keita.
Lo schiaffone subito costringe il tecnico Sousa a un triplice cambio che risulterà decisivo nel ribaltare la partita.
La Fiorentina rispolvera geometrie e gioco dei tempi migliori, trovando in Rapida successione le reti di Babacar e Kalinic; i ragazzi di Inzaghi, storditi dall'uno-due micidiale, crollano sull'autorete di Lombardi.
Inutile il goal di Murgia a dieci minuti dal termine; Lazio in ansia per Parolo e Lukaku, usciti malconci dalla sfida.
Risultato finale: 3-2;
Marcatori: Keita 55', Babacar 67', Kalinic 73', Lombardi (au) 76', Murgia 82';


Dea: è tua!
Nello spareggio europeo dell'Atleti Azzurri d'Italia, l'Atalanta dopo aver assaporato a lungo i tre punti, viene beffata dal Milan che ha, nel non morir mai, la sua caratteristica vincente.
Fresco di rinnovo contrattuale sino al 2020, Gasperini disegna per la sfida contro i rossoneri una formazione ordinata e accorta.
Montella d'altro canto affida al rientrante Montolivo le chiavi del centrocampo, provando poi a giocare a specchio sull'Atalanta, chiudendogli spazi di gioco e ripartendo in contropiede.
Dalle scelte tattiche dei due mister nasce un primo tempo carico d'intensità ma povero d'occasioni, dove a prevalere sono i padroni di casa che sovrastano in tutte le zone del campo i rossoneri.
I "Diavoli" tengono botta sino al quarantaquattresimo, quando una "smanacciata" errata di Donnarumma recapita sui piedi di Conti il pallone dell'uno a zero.
Un vantaggio meritato per quanto ammirato nella prima frazione di gioco e all'inizio della seconda, dove l'aggressività dei nerazzurri blocca l'iniziativa dei rossoneri, abili però a soffrire e rialzarsi.
Ed è così che all'ottantottesimo minuto di una partita mai in discussione, Deulofeu trova la rete del pareggio; una beffa per i bergamaschi che possono comunque sorridere: col risultato maturato oggi, la "Dea" centra matematicamente un posto in Europa dopo ventisei anni.
Risultato finale: 1-1;
Marcatori: Conti 44', Deulofeu 88';




La curva tuona e l'Inter si sgretola
Dopo una settimana scossa dall'esonero a sorpresa di Stefano Pioli, i suoi ex ragazzi arrivano a San Siro con un poco invidiabile score: due punti in sette partite.
Neroazzurri affidati temporaneamente all'allenatore della primavera Stefano Vecchi (già subentrato a De Boer dopo il suo allontanamento) e alla ricerca di una vittoria, che rilancerebbe le speranze europee dopo il successo della Fiorentina e il pareggio del Milan.
In un lunch match aperto dalla pesante contestazione degli ultras nerazzurri (indignati di fronte ad un'annata a dir poco negativa) palesemente infuriati con la società e i giocatori, la squadra di casa rigenerata dall'avvicendamento sulla panchina ha un inizio promettente, impegnando in diverse occasioni l'estremo difensore dei neroverdi, Consigli.
Nonostante l'inizio incoraggiante dei propri beniamini, gli ultras della curva nord abbandonano per protesta lo stadio; un duro colpo per i padroni di casa che al primo errore (Murillo sbaglia clamorosamente un disimpegno a centrocampo) subiscono il goal di Iemmello, imbeccatto dall'ottavo assist stagionale di Berardi.
Ad inizio ripresa la ferocia e l'aggressività del Sassuolo coglie impreparata la squadra di Vecchi che subisce la seconda rete della partita ad opera ancora di Iemmello (poi uscito tra gli applausi di tutta San Siro). L'Inter, visibilmente scossa dalla dura contestazione, trova a venti minuti dal termine la rete con Eder; un goal che non scuote i padroni di casa, alla sesta sconfitta nelle ultime otto gare di campionato.
L'Europa è ormai un lontano miraggio.
Risultato finale: 1-2;
Marcatori: Iemmello 36' e 50', Eder 70';

Pokerissimo Azzurro

Il Torino cade davanti al pubblico amico per la seconda volta stagionale (la prima sconfitta era maturata contro la Juventus) sotto i colpi di un travolgente Napoli.
Dopo il vantaggio lampo di Callejon, il Toro resiste alla marea azzurra, concludendo il primo tempo solo sotto di un goal, nonostante la supremazia dei ragazzi di Sarri, abili ad imbrigliare attraverso il possesso palla la manovra granata.
Con un Belotti troppo isolato, ad inizio ripresa sono Benassi e Boyè ad andare vicini al goal del pari, preludendo una ripresa diversa per i piemontesi; su azione di contropiede invece, Insigne porta i partenopei sul doppio vantaggio.
Il Torino accusa il colpo ed esce dal campo, "matato" dalla spettacolarità del gioco azzurro e dai goal in rapida successione di Mertens, Callejon e Zielinski.
Una figuraccia quella rimediata dai granata non esenti da colpe; plauso a questo al Napoli, autore di una partita e di un campionato strepitoso.
Risultato finale: 0-5;
Marcatori: Callejon 7' e 76', Insigne 60', Mertens 72', Zielinski 78';



Genoa sull'orlo del 'B'aratro

Sconfitta pesante quella maturata al Barbera di Palermo dal Genoa.
Contro i rosanero già matematicamente retrocessi in serie B, i "grifoni" vengono stesi dalla rete di Capitan Rispoli.
In una partita dal risultato scontato della vigilia, a sparigliare le carte in tavola ci pensa il portiere dei rossoblu Lamanna, autore di una papera in occasione della rete dei siciliani al ventesimo del primo tempo.
Nonostante la disposizione di più di un ora di gioco, il Genoa è incapace di reagire e a poco servono i cambi di Juric di fronte alla disorganizzazione e al timore dei suoi uomini.
Il Genoa incappa così, contro un Palermo orgoglioso e motivato,
nell'ennesima sconfitta della sua stagione; a soli due punti sul Crotone terzultimo, la permanenza del grifone in serie A dipenderà dai risultati che matureranno dalle sfide contro Roma e Torino.
Risultato finale: 0-1;
Marcatori: Rispoli 20';

Il sogno crotonese
Dopo il successo interno maturato per uno a zero contro l'Udinese, i ragazzi di Nicola si sono trovati ad una sola lunghezza dalla salvezza.
Una partita dominata, quella dello Scida, dai rossblu, in vantaggio al diciottesimo minuto con Rohden e vicini più volte al colpo del KO. A far sorridere i ragazzi di casa al settimo risultato utile consecutivo, sono stati Palermo e Cagliari vincenti rispettivamente contro Genoa ed Empoli.
Coi risultati maturati nel pomeriggio, il sogno salvezza del Crotone prosegue, vedendo assottigliarsi il distacco sulle concorrenti per la salvezza ad una (Empoli) e due (Genoa) lunghezze.
A due giornate dal termine, siamo sicuri che toscani e liguri non dormiranno sogni tranquilli.
Un risultato dedicato dai padroni di casa al loro compagno Stoian, convalescente in ospedale da dove ha potuto osservare la vittoria dei suoi.
Risultato finale: 1-0;
Marcatori: Rohden 18';

Empoli: sconfitta e paura
Il Cagliari s'impone al Sant'Elia per tre reti a due sull'Empoli, costringendo i toscani sull'orlo della retrocessione.
Una gara ampiamente dominata dai sardi che trova con Sau e Farias (doppietta) le reti del triplo vantaggio; contro un Empoli allo sbando e incapace di proporre una vera e propria reazione. Il Cagliari ha però il demerito di non chiudere una partita ormai sua, rischiando così nel finale quando le reti di Zajc (migliore in campo per i suoi con una rete ed un assist) e Maccarone riaprono il match.
I rossoblu trionfano meritatamente al termine della gara, ringraziando il portiere Rafael miracoloso nel neutralizzare il rigore di Pucciarelli.
L'Empoli vede così ridursi ad un solo punto il vantaggio sul Crotone, terzultimo in classifica.
Risultato finale: 3-2;
Marcatori: Sau 7', Farias 17' e 45', Zajc 79', Maccarone 84';



Pari e patta
A Marassi, Sampdoria e Chievo Verona concludono il match in parità, risparmiandosi a vicenda.
Al vantaggio iniziale Doriano firmato da Quagliarella (su errore di Sorrentino), risponde ad inizio ripresa Inglese.
Una partita equilibrata quella disputata a Genova, dove al primo tempo dominato dai padroni di casa è succeduta una ripresa a tinte gialloblu.
Risultato finale: 1-1;
Marcatori: Quagliarella 11', Inglese 46';

Gioia rossoblu al Dall'Ara
Si è concluso sul punteggio di tre ad uno la partita del Dall'Ara Tra Bologna e Pescara.
Un match in cui i padroni di casa hanno ampiamente meritato la vittoria trovando la rete già ad inizio partita con Destro.
Bahebeck riporta i ragazzi di Zeman (da poco settantenne) sul punteggio di uno ad uno, ma un delizioso tocco dell'ex Di Francesco e la seconda rete di Destro regalano al Bologna i tre punti.
Quinta sconfitta consecutiva per il retrocesso Pescara, mai in competizione quest'anno.
Risultato finale: 3-1;
Marcatori: Destro 8' e 90', Bahebeck 24', Di Francesco 48';

Show Roma, Juve al tappeto
Nel posticipo serale della trentaseiesima giornata della serie A, la Roma ha saputo ribaltare i bianconeri, vincendo e convincendo i propri tifosi.
All'olimpico i giallorossi scavalcati nel pomeriggio dal Napoli vincente sul campo del Toro, hanno saputo soffrire, incassando i colpi avversari ed attaccando a loro volta la Juventus, stanca dopo la vittoria sul Monaco e con la testa alla finale di Coppa Italia in programma mercoledì sera.
Una prima frazione equilibrata quella tra i capitolini e i piemontesi, sbloccata al ventunesimo minuto dal tap-in vincente di Lemina su assist di Higuain.
I giallorossi subiscono il colpo ma non affondano anzi, su azione d'angolo trovano il goal del pari con De Rossi; un primo tempo al cardio palma giocato a viso aperto da entrambe le squadre.

Nella ripresa un Juve molle ha la colpa di "staccare la spina dal match" (come riportato a fine gara da mister Allegri), venendo sovrastata dall'aggressività della Roma, in goal con El Shaarawy e Nainggolan.
Tardivi per i bianconeri gli innesti di Dybala e Dani Alves; rimandata ancora la festa scudetto per i bianconeri, che con due punti nelle ultime tre partite di campionato vedono assottigliarsi il vantaggio sulla Roma a soli quattro punti.
Risultato finale: 3-1;
Marcatori: Lemina 21', De Rossi 25', El Shaarawy 56', Nainggolan 65';

Classifica: Juventus 85, Roma 81, Napoli 80, Lazio 70, Atalanta 66, Milan 60, Fiorentina 59, Inter 56, Torino 50, Sampdoria 47, Udinese 44, Cagliari 44, Chievo 43, Sassuolo 43, Bologna 41, Genoa 33, Empoli 32, Crotone 31, Palermo 23, Pescara 14.

                       -Scritto da A-




giovedì 30 marzo 2017

Cara Italia, quanto sei retrograda?





Sfogliando le notizie della giornata odierna, mi sono imbattuto in un curioso quanto sconcertante articolo.
Il pezzo raccontava di come una coppia omosessuale di Torino, non avesse potuto ottenere un appartamento in affitto, in quanto omosessuali per l'appunto; come se ciò non bastasse, la coppia racconta di come questa non fosse la prima volta che le capitava.

IO raramente nei miei articoli parlo in prima persona, ma questa volta colgo l’occasione per esprimere tutto il mio disgusto e dissenso riguardo “obbrobri” del genere.
Siamo nel 2017 eppure mi sembra di vivere nel Medioevo.
L’italia è da sempre un paese pieno di pregiudizi, rancoroso e violento verso le “diversità”, eppure in fondo in fondo io speravo che le cose stessero cambiando; con la legge Cirinnà entrata in vigore il 29 maggio 2016, che consente le unioni civili tra persone dello stesso sesso, credevo proprio che la situazione non potesse altro che migliorare.
A quanto pare mi sbagliavo… così mi sono chiesto come e cosa dovesse sopportare una persona omosessuale, quali scherni e prese in giro dovesse subire, quanto sia difficile ancora ad oggi essere accettati dalla società; rimuginando e rimuginando su questi pensieri, ho chiamato una mia carissima amica omosessuale e mi sono fatto raccontare la sua esperienza.



S. mi racconta di come lei la sua omosessualità la viva il più normalmente possibile, non vivendola come un segreto: “Certo non mi presento alla gente come gay, ma non sono una di quelle che a casa, o per strada, o sul posto di lavoro si vergogna o si nasconde per baciare la propria ragazza.”


Continua raccontandomi di come purtroppo, di pregiudizi c’è ne siano eccome, soprattutto fra i giovani: “La ragazza lesbica viene vista al di fuori come un tipo mascolino, coi capelli corti e i vestiti da uomo, mentre al contrario il ragazzo gay deve essere effeminato. 
Se non rientri in questi canoni non sei veramente gay, ma solamente un etero curioso.”

Si sofferma poi come negli ultimi anni sia diventata quasi una moda quella di essere lesbiche, complicando così ancora di più la sua vita, venendo etichettata come falsa lesbica o “modaiola”.
Purtroppo i pregiudizi non ci sono solo nella fase adolescenziale ma crescendo si diversificano, da una parte c’è chi ti accetta senza remore, dall'altra vi si trova chi ti ripudia e non concepisce il tuo essere.

Per ultimo le chiedo quali aspettative lei abbia e cosa vorrebbe che succedesse in questo paese: “Vorrei che ognuno di noi si sentisse libero di essere se stesso, soprattutto in famiglia, perché è in famiglia il primo posto in cui non ci si sente accettati, non si viene capiti o peggio ancora ripudiati e massacrati”.

S. è una bellissima e bravissima ragazza di 23 anni che conosco da parecchio tempo, e non finirò mai di ringraziarla, perché è grazie a persone come lei che ho imparato a non discriminare una persona solo in base al suo orientamento sessuale.
Sono persone, non sono “diversi”, sono UGUALI a noi.







-Scritto da A-

mercoledì 29 marzo 2017

Londra, il giorno dopo.



Giovedì 23 marzo 2017 non può essere stato un giovedì comune per i londinesi e per l’Europa intera.
Dopo L’attacco terroristico del pomeriggio precedente, sul ponte di Westminster, che ricordiamo ha portato “in dote” quattro vittime (attentatore compreso) e il ferimento di almeno un’altra quarantina di persone, Londra si è risvegliata in un clima di terrore e di sgomento.
L’attacco subito rivendicato dall’ISIS, non può non riportarci alla memoria gli attacchi messi in atto un anno esatto fa a Bruxelles, o a quelli del Bataclan, o ancora quello avvenuto alla sede di Charlie Hebdo; tutto ciò ci riporta come ad oggi il problema del terrorismo sia irrisolto e probabilmente irrisolvibile.
Chiare, forti, un monito a reagire le parole pronunciate dal premier Britannico: ”non  ci facciamo intimorire, milioni di gesti di normalità sono la risposta al terrorismo.”
La normalità dopo la follia… perché il terrorismo vuole un popolo intimorito ed è quello che l’Europa non può e non deve concedergli.
L’unica arma in nostro possesso è quella di continuare a vivere il più normalmente possibile, senza paura.
Tutto questo mentre a Londra e al resto del mondo non resta altro che commemorare le vittime di questi vili e insulsi attacchi.

WE ARE NOT AFRAID!!




Il terrorista

L’attentatore è stato riconosciuto dalle autorità come Khalid Masood, di cinquantadue anni, cittadino Inglese ma di origine Pakistana;
Già noto alle autorità Britanniche (oggi sotto accusa) per crimini ordinari, era sposato e padre di tre figlie, con la passione del giardinaggio.
Una persona apparentemente comune si cela, dunque, dietro l’ orrido attacco di mercoledì.

Le vittime

Keith Palmer: poliziotto quarantottenne accoltellato brutalmente mentre espletava il suo lavoro di protezione del parlamento; era sposato e padre di famiglia.

Aysha Frade: Mamma di quarantatre anni, investita mentre si stava recando a 
prendere i figli a scuola.

Kurt Cochran: cinquantaquattro anni anch'egli; Si trovava a Londra in vacanza 
assieme alla moglie rimasta anch'essa ferita.


No alla Brexit

Non si sono fatti intimorire gli organizzatori della manifestazione contro la Brexit,che in occasione delle celebrazioni dei trattati di Roma, hanno sfilato insieme ad ottantamila cittadini per le strade di Londra.
Il corteo ha sfilato in modo ordinato e pacifico sino al parlamento, chiedendo ai capi di stato di rimanere nell'Unione.
"Il terrorismo non ci dividerà..la Brexit sì" questo lo slogan che più colpisce tra quelli esposti dai manifestanti.
Proseguono inoltre, e trovano sfogo in questa manifestazione, le proteste sulla sicurezza della capitale Inglese.






  -Scritto da A-