lunedì 3 luglio 2017

Tour De France

Nella seconda tappa del Tour de France partita da Dusseldorf e terminata a Liegi, ha visto trionfare il velocista tedesco Kittel, ora distante solo 6" dalla maglia gialla indossata da Geraint Thomas. Se qualcuno si aspettava che la diretta televisiva rendesse i corridori più aggressivi già dai primi momenti, ne è rimasto deluso. Il primo tentativo di fuga è stato promosso da Pichon, ed è stato quello vincente, con i connazionali Boudat, Offredo e lo statunitense Phinney. Hanno continuato così fino ai -30. Qui la pioggia ha causato una caduta, accaduta nelle prime posizioni e coinvolgendo diversi corridori, tra cui Froome e Bardet. Nessun problema grave, a parte il cambio di bicicletta. A giovarne sono stati i fuggitivi. La prima maglia a pois l'ha afferrata Phinney, il quale si è lanciato tutto solo all'attacco. La prossima tappa prevede una corsa di 212 chilometri, che passa per il Belgio, Lussemburgo e Francia. La partenza avverrà da Verviers, mentre l'arrivo avverrà a Longwy.

- Scritto da M -

Pesi welter Wbo: il tracollo di Pacquiao



Sul ring di Brisbane in Australia, l'esperto pugile Manny Pacquiao è incappato in una eclatante sconfitta.

Davanti a più di cinquantamila spettatori e sotto i colpi del meno quotato ma beniamino di casa Jeff Horn, il pugile filippino battuto solamente ai punti, ha dovuto cedere all'avversario la corona dei pesi welter Wbo.
A partire meglio, dettando il proprio ritmo e la propria andatura al match, è stato il filippino abile ad assestare montanti rapidi quanto veloci; conscio della propria esperienza, è riuscito a tenere a bada avversario ed incontro sino al nono round, dove la stanchezza ha reso più difficoltoso il rapido movimento di gambe caratteristico dell'attuale senatore del proprio paese.
Il sempre più determinato e arrembante Horn, ha capito la difficoltà del proprio avversario mettendolo all'angolo e sconfiggendolo ai punti, dove tutti e tre i giudici lo hanno dichiarato vincitore.
Continua così la serie positiva del ventinovenne professore d'educazione fisica Jeff Horn, idolo del Suncorp Stadium. Per il neo campione del mondo dei pesi welter Wbo, ancora imbattuto, si tratta del diciannovesimo successo consecutivo.
Per il trentottenne Pacquiao, alla settima sconfitta in una carriera costellata di successi e trionfi (ben cinquantanove), l'inattesa sconfitta maturata alla prima difesa del titolo iridato, potrebbe invece decretare la fine pugilistica del senatore filippino.

                                             -Scritto da A-

Mercato NBA



Mercato NBA




(Immagine presa dalla pagina Facebook Overtime - Storie a spicchi)

  • La bomba di mercato, ormai matura da qualche giorno, è l'approdo ai Houston Rockets della point guard Chris Paul dai Clippers. Ai Losangelini arriveranno in cambio il rognoso difensore Beverley, un'ottimo sesto uomo come Lou Williams, e un duo di buone prospettive come Dekker e Harrell. Sarà interessante vedere Harden e CP3 in Texas per un duo che sembra fatto apposta per dare spettacolo.
  • Celtics, Lakers, Cavaliers, tutti su Paul George ma quando meno te lo aspetti la stella di Indiana si accasa alla corte di Russell Westbrook e compagni ad Okc. Un altro duo meraviglioso che era pronosticabile solo alla play station. Ad Indiana arrivano Oladipo e Sabonis, due ottimi giocatori ma siamo sicuri che i Pacers abbiano preso la scelta migliore tra tutte quelle che le erano arrivate?
  • Nella Baia si sta ancora festeggiando la vittoria del titolo, ma andavano prese delle signore precauzioni per evitare che prezzi pregiati lasciassero il meccanismo perfetto che sono i Warriors. Curry rinnova a delle "modiche" cifre, 201 milioni di dollari spalmati in 5 anni; con lui arrivano anche i rinnovi essenziali di Iguodala, un giocatore imprescindibile per Steve Kerr, e di Livingston.
  • Minnesota scatenata dopo aver messo a segno Butler, i Wolves aggiungono al loro scacchiere un giocatore esperto come Gibson e un play dalle ottime qualità di palleggio come Teague. Di fatto ora Minnesota fa paura come collettivo, pensando ad un quintetto titolare che oltre ai tre sopra citati, aggiunge due vincitori del Rookie of the year come Towns e Wiggins.
  • Per permettere ai Timberwolves di fare questi investimenti si sono dovute fare delle rinunce. Infatti Rubio lascia i Lupi e si accasa alla corte dei Jazz, lui e Gobert potrebbero portare in alto la franchigia di Utah.  
  • Paul Millsap lascia Atlanta e va ai Denver Nuggets dove troverà un gruppo giovane a cui dispensare i suoi consigli. L'ex 4 degli Hawks percepirà 90 milioni in 3 anni.
  • Rinnovi di lusso quelli di Blake Griffin con i Clippers (già orfani di CP3), Patty Mills con i San Antonio Spurs e di Lowry che continua la sua avventura sempre in terra canadese coi Toronto Raptors, incassando 100 milioni per i successivi 3 anni.
  • Phila completa la sua rosa andando a prendere un tiratore scelto come JJ Redick dai Clippers e un uomo fisico come Amir Johnson dai Celtics. #TrustTheProcess
  • I Cavs dopo aver contattato giocatori di tutt'altra caratura prendono Calderon, un giocatore d'esperienza ma di certo non capace di far fare quel salto ulteriore di qualità che ci si aspettava, per raggiungere i Warriors.
  • Dall'Europa con furore arriva nella scapestrata franchigia californiana dei Sacramento Kings, un fresco campione d'Europa col suo Fenerbahce, Bogdanovic. Lui, Hield e Fox chi lo sa che non possa rinascere dalle ceneri questa franchigia?
  • chiudiamo con dei rumors di una certa importanza: si parla di Teodosic (idolo indiscusso del CSKA Mosca) vicino ai Rockets e di un Carmelo Anthony deciso a parlare solo con i Cavaliers e proprio Houston.

(Immagine presa dalla pagina Facebook La Giornata Tipo)

Scritto da L.


Motomondiale



Motomondiale GP di Germania: Sachsenring


Moto GP

Il re indiscusso del circuito più corto del mondiale è da 8 anni a questa parte Marc Marquez, che non si è smentito nemmeno ieri, vincendo e appropriandosi per la prima volta quest'anno della leadership del mondiale. Inaspettatamente quello che ha cercato di mettere i bastoni tra le ruote al campione spagnolo è stato l'idolo di casa Folger, che concretizza un secondo posto poetico.
Chiude il podio Pedrosa che non riusciva a mantenere il passo dei primi due, ma avendo un margine difficilmente colmabile dagli inseguitori, porta a referto un tranquillo terzo posto.
Vinales e Rossi, nonostante le pessime qualifiche, recuperano molte posizioni e si piazzano rispettivamente quarto e quinto, rimischiando ulteriormente le carte in chiave mondiale.
Le Ducati non brillano in terra tedesca con Dovi ottavo, Lorenzo 11esimo e la sorpresa Petrucci 12esimo.
Il mondiale più affascinante degli ultimi anni racchiude in 26 punti 5 pretendenti al titolo: 129 Marquez, 124 Vinales, 123 Dovizioso, 119 Rossi e 103 Pedrosa.
Ora arriva la pausa estiva e al giro di boa del mondiale è ancora tutto piacevolmente in discussione.



(Immagine presa dalla pagina Facebook Ufficiale MotoGp)




Moto 2

Franco ormai ci sta abituando molto bene e porta a casa un'altra vittoria, non senza lottare. I diretti avversari del Morbido si sono auto esclusi dalla gara, con Luthi che stava lottando proprio col leader del mondiale prima di perdere l'anteriore a 18 giri dalla fine, anche il fratellino di Marc, Alex Marquez, cade al sesto giro dopo un'ottima partenza.
Così a Franco non resta che guardarsi da Oliveira che però, non solo ricuce lo strappo, ma lo supera a pochi giri dal termine; ma un campione si vede anche da questo, infatti invece di accontentarsi di un secondo posto, comunque utile, il Morbido supera lo spagnolo in staccata e vince.
Ottimo terzo posto per Bagnaia, e altrettanto positive le prestazioni di Corsi e Pasini, rispettivamente quarto e quinto; ma Pasini verrà squalificato per utilizzo di oli irregolari nelle qualifiche dello scorso Gp in Catalogna.



(Immagine presa dalla pagina Ufficiale Facebook Sky Sport MotoGP)


Moto 3 

Nel circuito più corto del mondiale fin da subito si stacca un gruppo di testa di 5 piloti che si giocherà la vittoria finale: gli spagnoli Ramirez e Mir e gli italiani Fenati, Arbolino e Bulega.
Il giovane Arbolino purtroppo vanifica tutto quello di buono fatto fino a quel momento, quando perde l'anteriore e cade. Bulega non riesce a ricucire lo strappo con i primi tre e si accontenta di un quarto posto, comunque ottimo in ottica punti.
I primi tre si fronteggiano a viso aperto con continui sorpassi ma alla fine ad avere la meglio è proprio il leader del mondiale Mir, che porta a casa l'ennesima vittoria.
Per Fenati un ottimo ma amaro secondo posto e Ramirez chiude il podio.
Gli altri italiani non hanno brillato con Bastianini sesto, Di Giannantonio 11esimo, Bezzecchi 16esimo e Migno 17esimo.

Scritto da L.

Confederations Cup 2017


Confederations Cup 2017



(Immagine presa dalla pagina Facebook Ufficiale FIFA Confederations Cup)

Finale terzo posto

Portogallo - Messico 2-1 (d.t.s.)

I campioni d'Europa soffrono più del previsto, il primo tempo scivola via senza dare emozioni, apparte un rigore netto per il Portogallo non concretizzato dal neo acquisto del Milan, Andrè Silva, soprattutto grazie alla grande prodezza di Ochoa.
Succede tutto nei secondi quaranta minuti, neanche il tempo di iniziare che il Messico va in vantaggio con l'incursione laterale di Chicharito che mette nel mezzo un pallone allettante, ma Vela liscia l'enorme occasione, ma per sua fortuna, involontariamente, Neto insacca la sua stessa porta.
Il Portogallo non ci sta, si butta in avanti e va più volte vicina al gol del pareggio: di testa con Nani e con le incursioni del talentino dello Sporting Lisbona, Martins.
Il pareggio è nell'aria e al 90esimo arriva il colpo di rapina in area di Pepe che rimette tutto in bilico, si va ai tempi supplementari.
Martins mette a ferro e fuoco la difesa messicana e Layun cerca di evitare un sombrero con un plateale colpo di mano, per l'arbitro è rigore; questa volta dal dischetto ci va Adrien Silva che non sbaglia.
Partita con i nervi abbastanza tesi che vedrà le squadre terminare in 10 contro 10 per le espulsioni di Semedo (Portogallo) e Jimenez (Messico), entrambe per doppia ammonizione.
Terzo posto per un Portogallo che non ha mai perso nei 120 minuti e che rimpiange una finale non raggiunta solo per gli errori dal dischetto contro il Cile. Di sicuro si candida ad un posto da protagonista per il Mondiale dell'anno prossimo.


Finale primo posto

Germania - Cile 1-0


La Germania non si accontenta di essere campione del mondo in carica, ma decide di aggiungere al proprio palmares anche la Confederations Cup del 2017. La cosa che più stupisce è il fenomenale ricambio generazionale della nazionale tedesca che ha conquistato questo titolo con giovani che venivano criticati di non avere l'esperienza necessaria per una competizione di questo livello.
Il Cile comincia la partita ai 1000 allora, pressing alto e verticalizzazioni fulminee; nei primi venti minuti c'è solo una nazionale in campo, ma la Germania non si scompone e comincia a macinare gioco.
Infatti alla prima vera occasione vanno in vantaggio, evidente l'enorme complicità del centrocampista Diaz che decide di perdere palla, cercando di uscire palla al piede dalla propria area da ultimo uomo.
Perde palla sulla pressione di Werner che passa la palla a Stindl che non deve fare altro che insaccare la palla in rete a porta vuota.
La Germania approfitta della confusione difensiva cilena e più volte va vicina al doppio vantaggio con Goretzka.
Nel secondo tempo il Cile mette il cuore in campo ma il Man of the Match, Ter Stegen, non lascia passare nulla; Sanchez e Vidal tempestano l'area di tiri ma il portiere del Barca non si scompone e prende di tutto.
La nazionale sudamericana avrebbe l'occasione migliore nei minuti finali ma Sagal, appena entrato, sbaglia a porta spalancata, tirando alto.
L'arbitro fischia tre volte e la Germania porta a casa l'ennesimo trofeo. Il "problema" maggiore lo avrà coach Low il prossimo anno quando dovrà decidere chi portare al Mondiale, ma per ora si gode questo gruppo di ragazzi sottovalutati che è riuscito a vincere il trofeo e a candidare la Germania come favorita per la vittoria del mondiale dell'anno prossimo.



(Immagine presa dalla pagina Facebook Ufficiale FIFA Confederations Cup)

Scritto da L.

Al via il torneo di tennis più antico e affascinante del mondo: Wimbledon


Il ritorno alla vittoria di Novak Djokovic

Il serbo torna protagonista in un torneo, trionfando dopo sei mesi di digiuno.
L'attuale numero quattro al mondo, si è aggiudicato il torneo 'AEGON International' disputatosi sul suolo britannico alla vigilia del ben più famoso e rinomato Wimbledon, al via oggi.


Sull'erba di Eastbourne, Djokovic ha battuto il rivale francese Gael Monfils in poco più di un ora e un quarto di gioco, col parziale di 6-3 6-4. 
"Nole" conquista così il sessantottesimo torneo (su novantotto finali disputate) della propria straordinaria carriera, il secondo dell'anno in corso dopo quello vinto a gennaio nella finale di Doha contro il britannico Andy Murray.

La finale femminile disputatasi tra Karolina Pliskova e Caroline Wozniacki, ha visto il trionfo della Pliskova.
In poco meno di un ora e mezza di gioco, la venticinquenne ceca numero tre del ranking ATP, ha fatto sua la finale battendo la rivale danese col parziale di 6-4 6-4. Al terzo successo stagionale dopo i successi di Doha e Brisbane, la tennista ceca si presenta come favorita alla vittoria finale di Wimbledon. 

                                                  -Scritto da A-


Comincia la gara, sull'erba inglese 

Alla soglia dei 140 anni Wimbledon ospiterà un'edizione del torneo di tennis più ambito al mondo. I migliori quattro al mondo si ritroveranno, con tutte le carte in regola, per capire chi riuscirà ad alzare la più prestigiosa coppa. Il n°1 Andy Murray giocherà in casa e ha dimostrato ampiamente di aver superato il problema all'anca. Il n°2 Rafa Nadal arriva da vincitore del Roland Garros, sognando di vincere il terzo titolo dopo il 2008 e il 2010. Il terzo Novak Djokovic ha vinto il torneo di Eastbourne, superando la crisi di inizio stagione. Roger Federer si ritrova in gran forma dopo una lunga striscia di vittorie, tornerà puntando a vincere il suo ottavo titolo.
Tra le donne il titolo potrà provare ad aggiudicarselo Angelique Kerber, attuale numero 1, data l'assenza di Serena Williams e Maria Sharapova. La rivale principale sarà Karolina Pliskova, semifinalista al Rolland Garros e vincitrice al Eastborne. Non possono essere nemmeno sottovalutate Petra Kvitova, reduce da un trionfo a Birmingham, Simona Halep, finalista a Parigi, e Jelena Ostapenko, che ha ottenuto un enorme successo al Roland Garros.
Oggi scenderanno in campo Murray che se la vedrà contro Alexander Bublik, Wawrinka contro Medvedev, e Nadal che se la vedrà contro Millman. Tra le donne avremmo Halep contro Erakovic, Venus Williams se la vedrà con Mertens, Ostapenko che esordisce contro Sasnovich e Konta che sfiderà Su-Wei.

- Scritto da M -

Europeo Under 21: Germania sul tetto d'Europa



Nonostante i pronostici della vigilia, ad aggiudicarsi il titolo di campione d'Europa Under 21 è stata la Germania del tecnico Stefan Kuntz.

A Cracovia, ad otto anni dall'ultimo trionfo, i tedeschi guidati dal giovane talento Gnabry, nuova stella del Bayern, hanno sconfitto con merito per una rete a zero la favorita Spagna.
La gara, inedita per il campionato europeo, ha visto le Furie Rosse mattatrici dell'Italia partire col freno a mano tirato, messe sotto dal forcing tedesco. Il palo colpito da Max Meyer e la doppia occasione capitata sui piedi di Gnabry sono il preludio al goal che giunge puntuale al 40' minuto, quando il perfetto cross di Tolljan viene impattato a rete dal centrocampista dell'Hertha Berlino Mitchell Weiser.
Nella ripresa, la Spagna affida la propria manovra offensiva ad un possesso palla quasi esasperato, che non sortisce gli effetti desiderati: degna di nota solamente la conclusione di Saul ad inizio frazione alzata in corner dal baby prodigio Pollersbeck.
I ragazzi di Kuntz, ordinati tatticamente non si sono scomposti di fronte alla timida reazione spagnola e son tornati a macinare gioco, andando più volte vicini al goal del raddoppio ancora con Gnabry, Meyer e Kempf.
La Roja del CT Caledas, tradita da Asensio e Deulofeu mai realmente in partita, è rimasta in vita grazie alle parate di Kepa e al talento di Dani Ceballos, centrocampista del Betis nonché MVP del torneo, pericoloso sino agli istanti conclusivi del match.
Il triplice fischio finale consegna alla Germania il secondo titolo europeo Under 21 dopo quello conquistato nel 2009. Cade sul più bello la Spagna, da tutti considerata la grande favorita e ora costretta a leccarsi le ferite.


E l'Italia?
Gli Azzurri, usciti sconfitti dalla semifinale contro le "Furie Rosse" per tre reti ad una, non hanno sfigurato in questo europeo: usciti perdenti sì ma a testa alta.
Contro la Spagna, grande favorita ma sbaragliata dalla Germania nell'atto conclusivo del torneo, i ragazzi di Di Biagio hanno a tratti incantato il pubblico, trovando addirittura la rete del momentaneo pareggio con Bernardeschi (unico italiano ad essere inserito dall'Uefa nella top 11 della competizione) nonostante l'inferiorità numerica.
Il talento di Saul unito all'asfissiante possesso palla, hanno steso alla fine gli Azzurrini ma non son riusciti a spezzare la convinzione che questo gruppo possa un giorno (non troppo distante), rappresentare al meglio la nostra nazionale maggiore.


                                            -Scritto da A-